<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579</id><updated>2012-02-16T01:11:15.125-08:00</updated><title type='text'>nutrizione e dieta</title><subtitle type='html'>Dott.ssa Mariateresa Ottonello. Si eseguono diete in soggeti sani ed in patologie accertate, educazione alimentare.
Peso forma e peso ideale.
Diete personalizzate.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-1136850846750126000</id><published>2011-09-22T02:26:00.000-07:00</published><updated>2011-09-22T02:26:00.584-07:00</updated><title type='text'>Allergia al latte</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-1136850846750126000?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/1136850846750126000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/1136850846750126000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/09/allergia-al-latte.html' title='Allergia al latte'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-7508176170578578114</id><published>2011-09-19T06:05:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T06:05:00.049-07:00</updated><title type='text'>Candidosi orali</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vQwqUdw6lrM/TgHo_D4Dn2I/AAAAAAAAAJw/uThDynM0qvM/s1600/candida+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621029980004917090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 201px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-vQwqUdw6lrM/TgHo_D4Dn2I/AAAAAAAAAJw/uThDynM0qvM/s320/candida%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'infezione da candida orale, come quella della pelle e quella intestinale e genitale, è un disturbo causato da un fungo denominato Candida Albicans, che è normalmente presente nella nostra flora intestinale, nella nostra bocca e, nelle donne, nella flora vaginale. L'infezione da candida orale, anche definita mughetto o stomatite da candida, avviene quando questa proliferazione si compie nella nostra bocca. Come per altre candidosi localizzate, il motivo scatenante è un disequilibrio della composizione chimica della nostra bocca così come della flora intestinale o vaginale. Il fungo si moltiplica a danno di altri batteri che insieme stabiliscono l'equilibrio batterico della flora orale.&lt;br /&gt;Questo accade per svariati motivi, tutti riconducibili a una immunodepressione (per stress, malattie o altro) o a un'alterazione delle difese immunitarie dovuta all'impiego di farmaci (specie antibiotici), una dieta ricca di zuccheri che ha rinforzato il fungo della candida orale (specie nei bambini) o un'altra alterazione che ha reso il Ph più acido. Altri fattori possono essere, nelle donne adulte, l'utilizzo di contraccettivi per via orale o l'arrivo di una gravidanza. L'infezione da candida orale colpisce prevalentamente i bambini e quegli adulti con episodi di immunodepressione.&lt;br /&gt;Essa si presenta con arrossamento della mucosa orale, presenza di parti bianche su fondo eritematoso con il tipico aspetto di latte cagliato. A questo aspetto si associa un forte bruciore nella bocca che porta a un'estrema difficoltà nel deglutire liquidi o alimentarsi, perché la mucosa malata è estremamente sensibile.&lt;br /&gt;Se il tipo di alimentazione possa influire sulla comparsa o meno di una candidosi e' una questione ancora molto dibattuta. I cibi messi sotto accusa, se sono assunti in quantita' eccessive, sarebbero:- latte e latticini, formaggi, burro, creme, gelati; perche' ciascuno di questi alimenti contiene un tipo specifico di lievito e di muffe, il cui consumo andrebbe ad aggravare l'infezione da funghi in corso;- dolciumi in generale: il loro contenuto di zuccheri fornirebbe ai funghi patogeni quella quantita' di glicogeno indispensabile per nutrirsi e quindi moltiplicarsi velocemente;- pasta, pane e carboidrati in generale; prima che l'organismo possa assorbire i carboidrati, questi devono essere trasformati; una parte e' destinata poi a essere tramutata in glicogeno.Vengono talvolta addirittura inclusi in questa lista:- aceto, succhi di frutta, frutta sciroppata: perche' per il trattamento di questi prodotti viene utilizzato il lievito;- te', pepe, caffe', spezie, tabacco, in quanto per i processi di essiccazione, si utilizzerebbero alcuni lieviti e muffe.Per altri specialisti del settore, invece, l'alimentazione avrebbe un ruolo marginale rispetto alla manifestazione della Candida.Resta comunque il fatto che in un regime di iperglicemia (eccesso di zuccheri) come nelle persone diabetiche, vi sono maggiori possibilita' di sviluppare una candidosi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-7508176170578578114?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7508176170578578114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7508176170578578114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/09/candidosi-orali.html' title='Candidosi orali'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vQwqUdw6lrM/TgHo_D4Dn2I/AAAAAAAAAJw/uThDynM0qvM/s72-c/candida%2B1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-8696570373009826793</id><published>2011-09-14T06:33:00.000-07:00</published><updated>2011-09-14T06:33:00.187-07:00</updated><title type='text'>E' buono, leggero e fa tanto bene alla salute ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sJTW-htp1mE/TgHvQ_Au9mI/AAAAAAAAAJ4/uF0dP5RSp0o/s1600/yogurt.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621036885006546530" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 268px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-sJTW-htp1mE/TgHvQ_Au9mI/AAAAAAAAAJ4/uF0dP5RSp0o/s320/yogurt.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo parlando dello yogurt le cui virtù sono ormai riconosciute anche dalla scienza nutrizionale. Si sa, per esempio, che diminuisce l'acidità gastrica, prevenendo in tal modo la gastrite e l'ulcera; abbassa il tasso di colesterolo presente nel sangue, diminuendo quindi la possibilità di infarto e arteriosclerosi; favorisce la digeribilità e l'assorbimento dei grassi; migliora la digestione; apporta vitamine e sali minerali (vitamine del gruppo B, fosforo, calcio, ferro) .&lt;br /&gt;E poi ancora • la maggiore digeribilità rispetto al latte• la capacità di regolarizzare e migliorare la funzionalità dell’apparato digerente e dell’intestino• la capacità di prevenire o lenire processi infiammatori contribuendo, indirettamente, a potenziare le difese immunitarie dell’individuo• la produzione e la sintesi di alcune sostanze antibiotiche • l’azione di riduzione del colesterolo nel sangue • l’azione anti-ipertensiva• l’inattivazione di alcune sostanze potenzialmente cancerogene e la &lt;a href="http://www.sanihelp.it/malattia/tumore-colon-retto/8719/yogurt-formaggio-alleati-anticancro/1.html" itxtnodeid="95" itxtbad="1"&gt;prevenzione di alcuni tumori&lt;/a&gt;• la &lt;a href="http://www.sanihelp.it/news/9099/yogurt-insostituibile-jolly-cucina/1.html" itxtnodeid="93" itxtbad="1"&gt;versatilità in cucina&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le caratteristiche e le proprietà dello &lt;a href="http://www.sanihelp.it/news/9095/yogurt-origini-antiche-sapore-moderno/1.html" itxtnodeid="108" itxtbad="1"&gt;yogurt &lt;/a&gt;dipendono dalla presenza, fino all’atto del consumo, di microrganismi vivi e vitali. Oggi si sa che i microbi acidificanti, chiamati &lt;a href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/8759.html" itxtnodeid="102" itxtbad="1"&gt;lattobacilli&lt;/a&gt;, fanno da barriera ai microbi infettivi, aumentando il numero di microbi buoni che nell’intestino hanno una funzione antagonista nei confronti degli altri batteri portatori di infezioni e disturbi gastrointestinali.Con il processo di trasformazione, inoltre, lo yogurt diventa più digeribile del latte sia perché il lattosio, non assimilabile da tutti, si è trasformato in acido lattico, sia perché le stesse proteine del latte diventano in parte peptidi, cioè proteine predigerite e amminoacidi liberi, che sono i componenti più piccoli delle proteine, assimilabili tal quali dall’organismo.Lo yogurt è ricco di proteine, sali minerali (soprattutto calcio e fosforo, ma anche potassio e sodio) e &lt;a id="itxthook0" href="http://www.sanihelp.it/news/9096/perche-yogurt-fa-cos-bene/2.html"&gt;vitamine&lt;/a&gt; (soprattutto quelle del gruppo B, in particolare B2 e B12, la K e la A). Importante anche la presenza di &lt;a href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/4218.html" itxtnodeid="93" itxtbad="1"&gt;acido lattico&lt;/a&gt;, che influisce sul gusto gradevolmente acido di questo prodotto, contrasta efficacemente la proliferazione dei microrganismi indesiderati e permette una migliore conservazione. La sua completezza nutrizionale, la sua leggerezza e la sua naturalità rendono lo yogurt un cibo adatto a tutti, dai &lt;a id="itxthook1" href="http://www.sanihelp.it/news/9096/perche-yogurt-fa-cos-bene/2.html"&gt;bambini&lt;/a&gt; agli anziani, e in particolare a chi: ha problemi di digestione, si trova in uno stato di particolare debolezza o in convalescenza, ha bisogno di un notevole apporto di calcio (come bambini e adolescenti, le donne in gravidanza e nei casi di grave carenza di questo minerale come l’osteoporosi), ha una dieta povera di vitamine (ipovitaminosi), soffre di stipsi o infiammazioni intestinali, è predisposto a manifestazioni allergiche dettate dall’indebolimento del sistema immunitario (quali eczemi e ulcerazioni della bocca).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-8696570373009826793?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8696570373009826793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8696570373009826793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/09/e-buono-leggero-e-fa-tanto-bene-alla.html' title='E&apos; buono, leggero e fa tanto bene alla salute ...'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sJTW-htp1mE/TgHvQ_Au9mI/AAAAAAAAAJ4/uF0dP5RSp0o/s72-c/yogurt.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-7617760010796506351</id><published>2011-09-12T04:39:00.000-07:00</published><updated>2011-09-12T04:39:00.528-07:00</updated><title type='text'>Steatosi epatica: il ruolo della dieta.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kPcCJddlhSs/TgMmYU35lEI/AAAAAAAAAKY/Szsca7IG-vw/s1600/steatosi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621378959250396226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-kPcCJddlhSs/TgMmYU35lEI/AAAAAAAAAKY/Szsca7IG-vw/s400/steatosi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con il termine &lt;strong&gt;steatosi epatica&lt;/strong&gt; (anche epatosteatosi o, più comunemente, fegato grasso) si vuole indicare una condizione di eccessivo aumento di grasso internamente alle cellule epatiche. Si è soliti parlare di steatosi epatica quando il grasso epatico supera il 5% del peso dell'intero organo.&lt;br /&gt;L'aumento di tale percentuale viene determinato da un accumulo di grasso nelle cellule epatiche che può essere dovuto a processi di tipo infiltrativo o di tipo degenerativo. La steatosi epatica è un quadro patologico decisamente frequente dal momento che si stima che la sua presenza sia riscontrabile nel 10-25% della popolazione generale (la prevalenza è nettamente superiore nelle persone affette da obesita’).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alimenti da consumare con moderazione sono:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;§ latte parzialmente scremato&lt;br /&gt;§ burro&lt;br /&gt;§ ricotta&lt;br /&gt;§ uova intere (per il solo albume non vi sono restrizioni)&lt;br /&gt;§ aragosta&lt;br /&gt;§ olio di oliva e oli di semi&lt;br /&gt;§ arachidi, mandorle, noci, pistacchi&lt;br /&gt;§ pasticceria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli alimenti da evitare sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;§ latte intero&lt;br /&gt;§ formaggi grassi&lt;br /&gt;§ fritture in genere&lt;br /&gt;§ anatra, oca e carni grasse in genere&lt;br /&gt;§ lardo, pancetta, sugna&lt;br /&gt;§ salumi&lt;br /&gt;§ paté&lt;br /&gt;§ creme con panna o con burro&lt;br /&gt;§ cacao e cioccolato&lt;br /&gt;§ maionese&lt;br /&gt;§ noci di cocco. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-7617760010796506351?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7617760010796506351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7617760010796506351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/09/steatosi-epatica-il-ruolo-della-dieta.html' title='Steatosi epatica: il ruolo della dieta.'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-kPcCJddlhSs/TgMmYU35lEI/AAAAAAAAAKY/Szsca7IG-vw/s72-c/steatosi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-6843525216079348084</id><published>2011-09-05T05:26:00.000-07:00</published><updated>2011-09-05T05:26:00.212-07:00</updated><title type='text'>Il colesterolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mssflAJoJIk/TgHfs4nQvVI/AAAAAAAAAJo/8psfvmFcqJg/s1600/colesterolo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621019772139388242" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 210px; CURSOR: hand; HEIGHT: 215px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-mssflAJoJIk/TgHfs4nQvVI/AAAAAAAAAJo/8psfvmFcqJg/s320/colesterolo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QbAoSf1TNDc/TgHfjcP-0GI/AAAAAAAAAJg/Zn8vRcpqOms/s1600/colesterolo+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621019609906729058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-QbAoSf1TNDc/TgHfjcP-0GI/AAAAAAAAAJg/Zn8vRcpqOms/s320/colesterolo%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il colesterolo è un composto organico appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei. Nel nostro organismo svolge diverse funzioni biologiche, importanti ed essenziali:&lt;br /&gt;è un componente delle &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/biologia/membrana-plasmatica.html"&gt;membrane cellulari&lt;/a&gt;, di cui regola fluidità e permeabilità;&lt;br /&gt;è il precursore degli &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni-steroidei.html"&gt;ormoni steroidei&lt;/a&gt;, sia maschili che femminili (&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/sport/testosterone-doping.html"&gt;testosterone&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/salute/progesterone.html"&gt;progesterone&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/estradiolo.html"&gt;estradiolo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/cortisolo.html"&gt;cortisolo&lt;/a&gt; ecc.), della &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/vitamina-d.html"&gt;vitamina D&lt;/a&gt; e dei &lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/sali-biliari.html"&gt;sali biliari&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nonostante questo ruolo biologico di primo piano, quando il colesterolo circola nel sangue in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un acerrimo nemico della nostra salute.&lt;br /&gt;Spesso si sente parlare di colesterolo buono e cattivo. In realtà il colesterolo è uno solo, quello che cambia è chi lo trasporta nel sangue e il fatto che lo depositi o meno sulle pareti delle arterie. In questo articolo scopriremo che cos'è realmente il colesterolo.Praticamente tutti i lipidi sono molecole insolubili in acqua e quindi non possono circolare liberamente nel flusso sanguigno, ma devono essere trasportate da altre molecole, prevalentemente proteine, solubili in acqua.Gli acidi grassi liberi vengono trasportati tramite una proteina, l'albumina.I trigliceridi che assumiamo con l'alimentazione vengono inglobati all'interno di molecole chiamate lipoproteine.In base alla loro densità, si distinguono in chilomicroni, VLVL (very low density lipoprotein), IDL (intermediate density lipoprotein), LDL (low density lipoprotein) e HDL (high density lipoprotein).Il compito di queste molecole è di portare i lipidi (soprattutto trigliceridi e colesterolo) dall'intestino al fegato e ai tessuti, e viceversa. A tal proposito è molto interessante considerare il meccanismo di trasporto del colesterolo, che avviene con le lipoproteine LDL e HDL. Le lipoproteine che trasportano il colesterolo sono prevalentemente le LDL e le HDL. Le LDL hanno il compito di trasportare il colesterolo dal fegato ai tessuti, dove viene utilizzato, mentre le HDL hanno la funzione opposta, in quanto prelevano il colesterolo dai tessuti e lo riportano al fegato.&lt;br /&gt;Le LDL sono pericolose in quanto tendono a depositare il colesterolo sulla parete delle arterie, favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche. Al contrario, le HDL tendono a rimuovere il colesterolo ostacolando la formazione delle placche.Il colesterolo "cattivo", quindi, è quello trasportato dalle LDL, mentre quello buono è quello trasportato dalle HDL. Il livello di colesterolo totale nel sangue è la somma di quello presente nelle lipoproteine LDL e nelle HDL, e quindi non è un dato che determina in modo assoluto il rischio cardiovascolare, quello che conta è il rapporto tra colesterolo totale e HDL, che deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4.5 per la donna.Un soggetto con colesterolo totale a 250 e colesterolo HDL (buono) a 80 ha un indice di rischio pari a 3.1 (assolutamente normale), mentre un soggetto con colesterolo totale a 250 e HDL a 40 ha un indice pari a 5 (a rischio).&lt;br /&gt;Quello che quindi ha maggiore importanza è il rapporto tra HDL e LDL, che deve essere a favore della lipoproteina HDL. Per esempio se un alto tasso di colesterolo totale è dovuto solo o in maggior parte all'HDL, ciò può essere addirittura positivo. Anche per il colesterolo (LDL) i primi accumuli nelle arterie incominciano dalla fanciullezza e pertanto è indispensabile che la prevenzione di questa malattia sia attuata quanto più precocemente possibile, soprattutto con l'obiettivo di aumentare il colesterolo HDL rispetto ai valori di quello LDL. L'accumulo del colesterolo nel sangue non dà disturbi evidenti, e infatti per identificarlo occorre un esame di laboratorio; quindi è buona regola sottoporsi ad esami clinici di controllo ogni sei mesi o ogni anno.&lt;br /&gt;Ecco un semplice elenco di cibi contenenti colesterolo (le quantità sono in mg per 100 g di alimento edibile):&lt;br /&gt;§ Organi di animali (cervello)&lt;br /&gt;§ Tuorlo d' uovo (1.350, un uovo intero contiene 400 mg di colesterolo per 100 g)&lt;br /&gt;§ Burro (250)&lt;br /&gt;§ Frutti di mare (aragosta, gamberi, ostriche, cozze 150)&lt;br /&gt;§ Salumi grassi (100)&lt;br /&gt;§ Formaggi grassi (pecorino, grana, parmigiano ecc. 100)&lt;br /&gt;§ Carne e pesce magri (petto di pollo, tonno, pesce spada ecc. 70).&lt;br /&gt;Ne consegue che gli alimenti che poveri di colesterolo sono tutti quelli privi di grassi saturi di origine animale, ovvero tutti i tipi di frutta e di verdura,i legumi, la soia, la pasta il pane ed il riso sia di grano duro che integrali.&lt;br /&gt;Essendo anche lo zucchero un alimento senza colesterolo lo sono anche tutti quei prodotti derivati come le marmellate , ed anche bevande come il tè il caffe, i succhi di frutta il vino e la birra.&lt;br /&gt;Naturalmente per conservare le buone caratteristiche nutrizionali di questi alimenti bisogna prestare sempre attenzione al tipo di preparazione che ne viene fatta ed ai condimenti usati, si dovrebbe infatti evitare di usare condimenti grassi come la panna, o la margarina animale , preferendo invece quella di origine vegetale o magari l’olio di mais o di soia meglio ancora se abbinato a cotture semplici come ad esempio legumi bolliti, o verdure alla piastra, con olio messo a crudo, solo cosi infatti si può cercare di preservare al meglio le caratteristiche nutrizionali e dietetiche degli alimenti senza colesterolo. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-6843525216079348084?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6843525216079348084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6843525216079348084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/09/il-colesterolo.html' title='Il colesterolo'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mssflAJoJIk/TgHfs4nQvVI/AAAAAAAAAJo/8psfvmFcqJg/s72-c/colesterolo2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-394798013405097482</id><published>2011-07-25T04:48:00.000-07:00</published><updated>2011-07-25T04:48:01.276-07:00</updated><title type='text'>Non solo manicure ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qkP_1ndJZQY/TgHW7l-EJZI/AAAAAAAAAJY/IwsIVRw5jpk/s1600/unghie-inverno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621010129228146066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-qkP_1ndJZQY/TgHW7l-EJZI/AAAAAAAAAJY/IwsIVRw5jpk/s320/unghie-inverno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le unghie, un simbolo di bellezza e della cura di se, ma anche un biglietto da visita della nostra salute: se non crescono adeguatamente, si sfaldano, o si macchiano vuol dire che c’è qualcosa che non va nel nostro organismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il costituente principale delle unghie è la cheratina, una sostanza proteica che le rende dure e compatte. Gli elementi che costituiscono la cheratina vengono assunti principalmente con la dieta, per questo a causa di un’alimentazione errata o di altri fattori come problemi ormonali, allergie e micosi tale proteina potrebbe non essere prodotta in maniera sufficiente.Per garantire una buona salute delle nostre unghie è dunque necessario assumere in quantità sufficiente alcune sostanze:- Silicio: è contenuto nei cereali, ottimi per una colazione buona ed equilibrata.- Zolfo: è presente nell'aglio e nella cipolla e insieme al silicio dona alle unghie la loro robustezza.- Proteine sulfonate: servono a rinforzare la cheratina e si possono trovare in grandi quantità nella pelle del pollo arrosto e nei gusci dei crostacei.- Molibdeno e Zinco: li troviamo nei latticini, legumi, uova, pesce, germe di grano e riso integrale. Sono minerali indispensabili per la produzione della cheratina.- Vitamina H: la si può introdurre con uova, lenticchie e pane integrale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-394798013405097482?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/394798013405097482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/394798013405097482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/07/non-solo-manicure.html' title='Non solo manicure ...'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-qkP_1ndJZQY/TgHW7l-EJZI/AAAAAAAAAJY/IwsIVRw5jpk/s72-c/unghie-inverno.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-2431908291430710564</id><published>2011-07-22T06:54:00.000-07:00</published><updated>2011-06-23T04:48:05.257-07:00</updated><title type='text'>Il sale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0To1NXjfwdM/TgH0IkeGXPI/AAAAAAAAAKI/_bqauk-g7Hg/s1600/sale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621042238001143026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 106px; CURSOR: hand; HEIGHT: 80px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-0To1NXjfwdM/TgH0IkeGXPI/AAAAAAAAAKI/_bqauk-g7Hg/s400/sale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2qK0R9A7lX4/TgH0EMhFQkI/AAAAAAAAAKA/1xj0qPMYJuQ/s1600/sale.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipertensione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipertensione arteriosa oggi è una delle malattie maggiormente diffusa nei paesi industrializzati, spesso molti soggetti non sono a conoscenza del loro stato patologico se non prima della comparsa di un evento eclatante, ecco perché l’attenzione delle strutture informative preposte è rivolta verso delle adeguate campagne informative. L’ipertensione è una patologia caratterizzata da un aumento considerevole della pressione sanguigna con valori oltre la norma . Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 140 mmHg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mmHg; questi valori, tuttavia, variano in continuazione, per cui prima di confermare una diagnosi d’ipertensione la pressione deve essere misurata più volte.&lt;br /&gt;L’ipertensione è uno dei fattori di rischio dell’insorgenza della malattia aterosclerotica, per esempio: l’ictus, l’infarto del miocardio, la malattia coronarica, lo scompenso cardiaco congestizio e le malattie arteriose periferiche. Sicuramente uno dei fattori causali dell’ipertensione è l’alimentazione errata, insieme con questa vi sono tre terapie, non farmacologiche, correlate e raccomandate dalle società scientifiche che sono:&lt;br /&gt;il calo ponderale&lt;br /&gt;la restrizione di sodio&lt;br /&gt;la restrizione di alcool&lt;br /&gt;In merito al calo ponderale si è potuto stabilire che una diminuzione del peso corporeo medio tra i 5 e i 7 Kg può ridurre la pressione arteriosa mediamente di circa 10 - 20 mmHg, sia per la diastolica che per la sistolica, in soggetti con un sovrappeso superiore al 10% del peso ideale. Bisogna anche sottolineare che non tutti gli obesi sono ipertesi. Si è cercato di trovare le possibili cause della comparsa d’ipertensione negli obesi, fra tutte, quelle che sono risultate maggiormente attendibili sono:&lt;br /&gt;la distribuzione del grasso viscerale;&lt;br /&gt;la morfologia delle cellule adipose;&lt;br /&gt;l’ipotesi su base ormonale.&lt;br /&gt;La restrizione di sodio si è visto avere notevole influenza nei soggetti ipertesi e in quelli predisposti, anche se a tale restrizione rispondono “soltanto il 50 - 60%”.&lt;br /&gt;Raccomandazioni Dietetiche per l’iperteso:&lt;br /&gt;· Aumentare il consumo di frutta e vegetali.&lt;br /&gt;· Consumare carne rossa (vitello) non più di tre (3) volte a settimana.&lt;br /&gt;· Non aggiungere sale alle pietanze, si può dare sapore al cibo con altri condimenti (prezzemolo, origano, aglio, pepe, ecc)&lt;br /&gt;· Consumare alcool con moderazione: non più di 2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e 1 per la donna.&lt;br /&gt;· Aumentare il consumo di pesce in quanto ricco di Omega – 3 ,specialmente il salmone ed il tonno.&lt;br /&gt;· Auntocontrollarsi con il consumo di dolci e bevande zuccherate.&lt;br /&gt;· Sostituire i formaggi salati con quelli non salati.&lt;br /&gt;· Eliminare il consumo di alimenti conservati in sale, lattine , insaccati, scatolame e affumicati.&lt;br /&gt;· Preferire il pane e la pasta ridotti in sale.&lt;br /&gt;Alimenti Conservati e Trasformati Ricchi di Sale&lt;br /&gt;Questi alimenti devono essere eliminati o almeno molto diminuiti nell’alimentazione della persona che soffre d’ipertensione.&lt;br /&gt;· Olive da tavola conservate&lt;br /&gt;· Verdure sott’aceto&lt;br /&gt;· Prosciutto crudo (dolce)&lt;br /&gt;· Prosciutto cotto&lt;br /&gt;· Salame Milano&lt;br /&gt;· Mozzarella di mucca&lt;br /&gt;· Provolone&lt;br /&gt;· Formaggino&lt;br /&gt;· Parmigiano grattugiato&lt;br /&gt;· Tonno sott’olio&lt;br /&gt;· Patatine al sacchetto&lt;br /&gt;Raccomandazioni Utili per realizzare una dieta con circa 2 gr di Na+ (sodio)&lt;br /&gt;· non utilizzare sale a tavola&lt;br /&gt;· ridurre all’indispensabile il sale per la preparazione e per la cottura dei cibi&lt;br /&gt;· evitare i cibi “trattati” con sale, essiccati o in salamoia&lt;br /&gt;· evitare i formaggi grassi e salati, preferire lo yogurt scremato, la mozzarella, ricotta e giuncata&lt;br /&gt;· sostituire il pane comune con pane senza sale, stessa cosa per i sostituti del pane (grissini, crostini, fette, crakers ecc.)&lt;br /&gt;· evitare acque minerali ricche di sodio e bicarbonato di sodio&lt;br /&gt;· Evitare i dadi per brodo&lt;br /&gt;· Usare spezie per dare sapore al cibo ed evitare l’uso del sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-2431908291430710564?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2431908291430710564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2431908291430710564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/il-sale.html' title='Il sale'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0To1NXjfwdM/TgH0IkeGXPI/AAAAAAAAAKI/_bqauk-g7Hg/s72-c/sale.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-2150630011598461525</id><published>2011-07-10T04:30:00.000-07:00</published><updated>2011-07-10T04:30:02.351-07:00</updated><title type='text'>La salute dei nostri denti passa anche attraverso ciò che mangiamo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-izdrYUhczSY/TgHSd0zeD-I/AAAAAAAAAJQ/RzEPff7dNtI/s1600/frutta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621005219767652322" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 80px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-izdrYUhczSY/TgHSd0zeD-I/AAAAAAAAAJQ/RzEPff7dNtI/s320/frutta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La carie dentaria è un processo patologico di natura infettiva che provoca una progressiva e, se non arrestata, irreversibile distruzione del dente. La sua formazione è determinata da alcuni fattori: la presenza di microrganismi specifici, le caratteristiche strutturali del dente e la dieta cariogena, cioè ricca di zuccheri. I cibi cariogeni, in particolar modo il saccarosio, una volta introdotti nella bocca, entrano in contatto con la placca microbica. I batteri in essa contenuti trasformano gli zuccheri in acido. Questo svolge la sua azione sulla superficie del dente, dando luogo ad una demineralizzazione del dente stesso che può evolvere fino a determinare una vera e propria carie.&lt;br /&gt;Oggi la carie colpisce soprattutto i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti, e la sua frequenza diminuisce dopo i quarant’anni. Parliamo di un problema di salute pubblica che ha costi importanti: a 6 anni di età, quasi i due terzi dei bambini hanno già almeno una carie. In giovane età è infatti più spiccata la sensibilità verso il sapore dolce, spinta ed amplificata dall'industria alimentare che propone cibi molto appetitosi ma anche molto zuccherati. Si calcola che entro i 6 anni di età, quasi i due terzi dei bambini sviluppino almeno una carie. Il genitore può cercare di educare il palato del figlio diminuendo il contenuto di zucchero negli alimenti fatti in casa. In ogni caso, senza privare troppo il bambino, è fondamentale imporre ed insegnare l'importanza di una corretta igiene orale.&lt;br /&gt;Un'alimentazione corretta per la salute dei denti, deve seguire alcune regole fondamentali:&lt;br /&gt;Ridurre il consumo di cibi e bevande contenenti zuccheri: caramelle, chewing-gum, cioccolato, dolciumi in generale, biscotti, torte, merendine, bibite zuccherate tipo coca-cola, aranciata, succhi di frutta.&lt;br /&gt;Se i dolci devono essere consumati è meglio che facciano parte del pranzo o della cena o della colazione.&lt;br /&gt;Preferire spuntini a base di pane, frutta o prodotti moderatamente salati.&lt;br /&gt;Dopo il consumo di alimenti dolci, morbidi e gommosi, è necessario lavare sempre i denti.&lt;br /&gt;Sono presenti in commercio bibite e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti e caramelle e chewing-gum contenenti al posto del comune saccarosio il sorbitolo o altro dolcificante non attaccabile dai batteri, quindi non cariogeni.&lt;br /&gt;Molti frutti polposi, ma in particolare la mela, hanno sui denti un prezioso effetto detergente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-2150630011598461525?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2150630011598461525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2150630011598461525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/07/la-salute-dei-nostri-denti-passa-anche.html' title='La salute dei nostri denti passa anche attraverso ciò che mangiamo.'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-izdrYUhczSY/TgHSd0zeD-I/AAAAAAAAAJQ/RzEPff7dNtI/s72-c/frutta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-777128721331564920</id><published>2011-07-04T04:05:00.000-07:00</published><updated>2011-07-04T04:05:01.123-07:00</updated><title type='text'>Insonnia: curiamola a tavola.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KE6uoT4cwLw/TgHMglNY-QI/AAAAAAAAAJI/g_fpLTumTLE/s1600/gatto_dorme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620998670051244290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-KE6uoT4cwLw/TgHMglNY-QI/AAAAAAAAAJI/g_fpLTumTLE/s320/gatto_dorme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sconfiggere l'insonnia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Spesso è facile, basta scegliere gli alimenti giusti. Così si scopre che se pane, pasta e riso favoriscono il sonno e aiutano l'organismo a rilassarsi, patatine in sacchetto, salatini e minestre con dado da cucina rendono più difficile la caduta tra le braccia di Morfeo. Secondo recenti studi, sono 12 milioni gli italiani che soffrono di disturbi del sonno all'origine anche di depressione, stanchezza diurna e pessima qualità della vita. D'altra parte l'insonnia è considerata un'autentica malattia sociale che influisce non poco nei rapporti di lavoro, familiari e personali e che, peraltro, amplifica anche altre malattie indotte dallo stato di ansia come gastrite, ulcera, meteorismo, malattie della cute e delle mucose. Inoltre, chi ha il vizio fuma di più, sul lavoro si diventa meno propositivi e nella guida aumentano i pericoli di incidenti indotti dai colpi di sonno.&lt;br /&gt;Oggi si sa anche che alcuni neurotrasmettitori (sostanze chimiche che modificano la trasmissione di un impulso tra i nervi o tra un nervo ed un muscolo¹) e alcuni ormoni sono responsabili del funzionamento del ciclo del sonno, e queste sostanze dipendono direttamente da alcuni nutrienti provenienti della nostra alimentazione. Per questo motivo l’ alimentazione ha influenza sulla qualità e sulla quantità del sonno nell’uomo. Infatti ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma lo stesso accade nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti.&lt;br /&gt;Ecco le principai cause alimentarii dei disturbi del sonno :&lt;br /&gt;· Poco tempo per mangiare: lo stress o l’ansia modificano il ritmo circadiano. Questo ritmo controlla il ciclo orario della liberazione degli ormoni e dei neurotrasmettitori che regolano il tempo di sonno e veglia. Quindi, se alterato, provoca anche alterazioni nella liberazione delle sostanze chimiche (ormoni e neurotrasmettitori) e si sbilancia il corretto ciclo o ritmo sonno-veglia. Alcune situazioni della vita quotidiana favoriscono la modifica del ritmo circadiano, come ad sempio esempio: lunghi viaggi, orari di lavoro notturni, lavori a turno, tensione nervosa accumulata, ecc. Questi ed altri motivi provocano nei soggetti una bassa qualità del sonno, e provocano anche una inadeguata alimentazione, visto che ci si ritrova a mangiare qualsiasi cosa si trovi a portata di mano, senza rispettare orari regolari di pasti e generalmente si scelgono alimenti meno nutrienti e più calorici. Il non avere orari fissi di sonno né di pasti porta a uno scarso controllo nelle funzioni generali dell’ organismo.&lt;br /&gt;· Pasti abbondanti o poco frequenti durante la giornata: le cene abbondanti e ricche di proteine (carne, uova, pesce), i grassi, il prosciutto, i formaggi grassi e i fritti provocano nelle ore serali e notturne una maggiore secrezione di acido cloridrico nello stomaco (più del normale), aumentando il pH acido dello stomaco, specialmente se la cena è accompagnata da &lt;a title="L'alcol nell'alimentazione" href="http://www.alimentazione-salute.it/alimentazione/12/le-calorie-vuote-dellalcol-e-la-perdita-di-peso/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;alcool &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;e caffè. L’eccesso di proteine durante la cena provoca una diminuzione nella sintesi di serotonina , e aumenta la produzione di Adrenalina aumentando lo stato di allerta nel nostro corpo. In queste circostanze, la digestione si rende più difficile e più lenta, provocando difficoltà ad addormentarsi e sintomi quali: acidità, reflusso, ardore, nausea e sensazione di vomito se si va al letto con lo stomaco troppo pieno immediatamente dopo aver mangiato. Questi sintomi disturbano il sonno e non permettono un riposo di qualità.&lt;br /&gt;· Mangiare pasti troppo distanti l’uno dall’altro: passare molte ore senza mangiare provoca un aumento della temperatura corporea e rende più difficile il sonn.&lt;br /&gt;· Cibi troppo conditi ed eccitanti: il piccante, la caffeina, il the, la cioccolata e il ginseng provocano euforia perchè stimolano le connessioni nervose del cervello. Il consumo continuo ed esagerato di questi stimolanti provoca un guasto nervoso e quindi difficoltà nel dormire. L’eccitante più potente per il cervello è l’alcool, che distrugge totalmente il ciclo circadiano e non permette un riposo salutare.&lt;br /&gt;· Intolleranze Alimentari: le persone allergiche ad alcuni alimenti o aminoacidi, tipo fenilalanina, istamina o tiramina, hanno sintomi gastrici che alterano il ciclo del sonno, poichè a partire da questi aminoacidi si sintetizzano adrenalina e noradrenalina , che sono neurotrasmettitori che stimolano la veglia a scapito del sonno.&lt;br /&gt;Le cause dei disturbi del sonno sono quindi molteplici, ma basta solo determinare quella specifica per poter dare al soggetto la soluzione giusta. In alcuni casi, la soluzione è di tipo alimentare.A volte si tratta di una semplice carenza di magnesio, calcio o vitamine B1 o B6.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un semplice schema che mostra gli alimenti adatti a favorire un buon sonno e quelli da evitare.&lt;br /&gt;CIBI CATTIVI: patatine in sacchetto, piatti con dado da cucina, cioccolato, cacao, caffé, té,curry, pepe, paprika, superalcolici, salatini, alimenti in scatola.&lt;br /&gt;CIBI BUONI: pasta, riso, pane, orzo, lattuga, radicchio rosso, cipolla, aglio, zucca, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, miele in infusi caldi, latte caldo, frutta dolce, dolce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-777128721331564920?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/777128721331564920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/777128721331564920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/07/insonnia-curiamola-tavola.html' title='Insonnia: curiamola a tavola.'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KE6uoT4cwLw/TgHMglNY-QI/AAAAAAAAAJI/g_fpLTumTLE/s72-c/gatto_dorme.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-6700064985394459548</id><published>2011-06-30T02:45:00.000-07:00</published><updated>2011-06-30T02:45:00.761-07:00</updated><title type='text'>Capelli e alimentazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HoGz2CAzOCU/TgG5yOf6XhI/AAAAAAAAAJA/sGS96dKhZL4/s1600/rapunzel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620978082471632402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 178px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-HoGz2CAzOCU/TgG5yOf6XhI/AAAAAAAAAJA/sGS96dKhZL4/s320/rapunzel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#3333ff;"&gt;C’e' un nesso fra la composizione della nostra alimentazione quotidiana e la salute dei capelli: essi sono costituiti infatti da proteine solide, come la cheratina, in una percentuale compresa fra il 65 e il 95% e per il resto da acqua, lipidi, pigmenti ed oligoelementi. e' percio' strettamente necessario fornire col cibo il giusto “nutrimento” necessario alla loro formazione e al mantenimento della loro salute, assumendo con raziocinio tutti i nutrienti: glucidi, proteine, vitamine, grassi, minerali. Ad esempio e' importante sapere che, essendo la cheratina del capello composta da due amminoacidi essenziali, la cistina e la lisina, presenti nelle carni, nel pesce, nel fegato, nella selvaggina e in alcuni tipi di verdure, per integrarle e evitare di vedere i capelli piu' fragili, secchi, sottili o meno vaporosi, occorrerebbe mangiare alternativamente carni bianche o rosse, e pesce almeno due volte alla settimana, e cosi' via. Ma non bisogna dimenticare assolutamente l’importanza di un’equilibrata assunzione degli zuccheri, preferibilmente quelli integrali (come il pane, la pasta, tutti i tipi di cereali), evitando possibilmente quelli semplici e/o raffinati (presenti dei dolciumi). Attenzione anche ai grassi, da consumare con moderazione, e alle vitamine, da assumere invece in abbondanza, mangiando frutta e verdura fresche almeno una volta al giorno. Se poi capita di mangiarne in entrambi i pasti principali, tanto meglio. Importante anche il ferro, che come si sa possiede un ruolo primario nella sintesi dell’emoglobina del sangue e che serve per l’ossigenazione dei tessuti; poi lo zinco, il magnesio e infine il rame, che partecipa al processo di composizione della melanina, proteina che colora il capello.Studi recenti hanno dimostrato che nei regimi alimentari della grande maggioranza delle famiglie italiane e' presente un’ampia varieta' di tutti gli elementi nutritivi necessari al sostentamento dell’intero organismo e percio' anche dei capelli. Spesso, pero', vengono commessi dei gravi errori che possono alterare la composizione dell’alimentazione rendendola meno equilibrata: concorrono nelle scelte sbagliate i gusti particolarmente difficili di alcune persone o classi di persone (i bambini, gli anziani, chi professa determinate religioni, o semplicemente chi non ama frutta e verdura e ne fa uno scarso o inesistente consumo), diete molto restrittive per perdere il peso in eccesso o mantenere una linea perfetta (caso in cui invece si tende ad assumere moltissima verdura e frutta, giungendo in alcuni casi a ignorare la grande importanza dei nutrienti per eccellenza, come i carboidrati e le proteine). Molto frequenti sono poi le carenze di proteine (e spesso proprio di quelle del gruppo della cistina), che causano fragilita' dello stelo del capello, secchezza, diminuzione del diametro: una dieta senza proteine, gia' dopo soli 10 giorni, arriva a far ridurre sensibilmente il diametro del bulbo dei capelli, causando una perdita del pigmento talemnte grave che a volte porta fino all’atrofia; peraltro possono danneggiarsi anche le unghie e la pelle, poiche' sono composte anche loro in maggior parte di cheratina. Ogni spazzolata diventa un dramma perche' sul pettine rimane un gran numero di capelli, anche se non tutti sanno che la maggior parte sono solamente degli steli spezzati e non capelli interi, ma comunque il fatto stesso che i capelli si spezzino non e' di certo un segno positivo.Infine una dieta troppo povera di oligoelementi, di minerali o di vitamine puo' provocare una massiccia caduta di capelli (il cosiddetto defluvium telogenico); il lato positivo e' che gli effetti sono reversibili se gli squilibri alimentari vengono corretti in tempo e non ripetuti. In caso di massiccia caduta o di un diradamento eccessivo dei capelli, tutti fenomeni che comunque possono avvenire anche per motivi esterni all’organismo e quindi all’alimentazione, come nei periodi post-gravidanza oppure in caso di situazioni che causano al soggetto uno stress psicologico eccessivo, si possono tranquillamente consigliare degli integratori alimentari: complessi e preparati vitaminici e minerali da assumere per bocca, di solito in capsule o in compresse, che contengono la giusta dose quotidiana di vitamine, minerali e aminoacidi di cui l’organismo necessita e che colmano le lacune causate da carenze momentanee portate da situazioni particolari o da regimi scorretti.Non tutti gli integratori svolgono la stessa funzione: e' quindi importante, per consigliare in modo corretto il paziente, stabilire quali siano quelli giusti a seconda delle necessita' caso per caso. Per la salute generale dei capelli possono essere utili integratori costituiti dagli aminoacidi necessari per la sintesi della cheratina, oppure composti di minerali come calcio, zinco, ferro, rame, selenio, magnesio, manganese o di vitamine come la A, la C, la E e la H.E inoltre:&lt;br /&gt;· abolizione del fumo: la nicotina danneggia i capelli e ne favorisce la caduta;&lt;br /&gt;· non esporre eccessivamente i capelli alle radiazioni solari;&lt;br /&gt;· i lavaggi dei capelli non devono essere né troppo frequenti né troppo diradati (2-3 volte alla settimana); è opportuno non utilizzare tipi di shampoo particolarmente aggressivi;&lt;br /&gt;· l'asciugatura dei capelli deve essere fatta in modo delicato; il phon non deve essere utilizzato alla massima temperatura. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-6700064985394459548?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6700064985394459548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6700064985394459548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/capelli-e-alimentazione.html' title='Capelli e alimentazione'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HoGz2CAzOCU/TgG5yOf6XhI/AAAAAAAAAJA/sGS96dKhZL4/s72-c/rapunzel.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-6891073892026159359</id><published>2011-06-24T16:00:00.000-07:00</published><updated>2011-06-24T16:00:00.149-07:00</updated><title type='text'>Allergia al latte vaccino</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ockrbIvIOtQ/TgG1xwIlhLI/AAAAAAAAAI4/EgfTpYfaFig/s1600/latte+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620973676274222258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-ockrbIvIOtQ/TgG1xwIlhLI/AAAAAAAAAI4/EgfTpYfaFig/s320/latte%2B2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ShFrQGtatFs/TgG1soQmGrI/AAAAAAAAAIw/JHYoTjEKoIw/s1600/latte_04.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (APLV) è una patologia relativamente frequente in età pediatrica. Diversi studi della letteratura hanno indicato che, quando viene diagnosticata secondo criteri rigorosi, interessa circa il 1.9-2.5% dei bambini di età inferiore a 1 anno. Responsabile del frequente sospetto è la molteplicità dei quadri clinici con cui si può manifestare: nel 50-60% dei casi si presenta con disturbi gastrointestinali (scarso accrescimento, diarrea cronica o recidivante, vomito o rigurgiti frequenti, coliche gassose, etc), nel 50-70% cutanei (eczema atopico, orticaria, angioedema, etc) nel 20-30% respiratori (rinite o wheezing recidivante) o nel 5-9% sistemici (anafilassi). Il polimorfismo clinico riflette probabilmente differenze nella predisposizione genetica e nell’esposizione ambientale all’alimento, che influenzando l’assorbimento gastrointestinale ma anche il tipo, l’entità e la persistenza della risposta immune, condizionano l’epoca dell’esordio e la suscettibilità d’organo.&lt;br /&gt;La dieta di eliminazione, cosi’ come la successiva dieta terapeutica, deve prevedere la assoluta assenza di proteine del latte vaccino dalla dieta del bambino, o dalla dieta materna nel caso che il bambino sia allattato al seno.&lt;br /&gt;ConsigliLeggere l'etichetta L'unica soluzione possibile al problema dell'allergia al latte è eliminarlo dalla dieta insieme: - ai latticini, ovvero i derivati del latte venduti freschi (yogurt, mozzarella, ricotta, caprino);- ai derivati del latte (cioè tutti i formaggi in genere, la panna e il burro);- ai prodotti a base di latte (gelati, creme e salse come la besciamella).Il latte, però, contenuto anche può essere in prodotti "insospettabili" (vedere riquadro sotto). Per questo motivo, chi è allergico a questo alimento, prima di ingerire qualsiasi prodotto dovrebbe leggerne attentamente l'etichetta. Ciò non è tuttavia sufficiente per mettersi al riparo da brutte sorprese.A volte, infatti, il latte può far parte di un altro ingrediente. In tal caso, se la sua quantità è inferiore al 25 per cento, la legge non prevede che la sua presenza debba essere riportata sull'etichetta.Non esiste il vaccino Lo hanno confermato anche le recenti linee guida dell'Accademia di allergologia e immunologia clinica: a tutt'oggi non esiste alcun vaccino da prendere per bocca in grado di rendere tollerabile il latte. Nessuno studio ha, infatti, dimostrato l'efficacia delle cosiddette "cure desensibilizzanti", che consistono nella somministrazione graduale di capsule contenenti latte in diluizioni sempre crescenti, allo scopo di abituare l'organismo a tollerare l'alimento.Così, per il momento, l'unica cura possibile in caso di allergia al latte rimane quella di eliminare tutti gli alimenti che lo contengono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-6891073892026159359?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6891073892026159359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6891073892026159359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/allergia-al-latte-vaccino.html' title='Allergia al latte vaccino'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ockrbIvIOtQ/TgG1xwIlhLI/AAAAAAAAAI4/EgfTpYfaFig/s72-c/latte%2B2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-2564489385268285086</id><published>2011-06-23T04:11:00.001-07:00</published><updated>2011-06-23T04:46:54.649-07:00</updated><title type='text'>Diverticoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-y4UzLjwNpf4/TgMfiNbHEBI/AAAAAAAAAKQ/3s5Cxp7dZPQ/s1600/73_diverticoli01.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621371432467894290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 258px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-y4UzLjwNpf4/TgMfiNbHEBI/AAAAAAAAAKQ/3s5Cxp7dZPQ/s400/73_diverticoli01.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di diverticoli in generale, si intende solitamente indicare quelle protrusioni sacciformi che si sviluppano a carico della parete di un organo cavo. Si possono formare in varie sedi ( faringe, esofago, duodeno, digiuno, ileo, vescica…), ma si presentano soprattutto a carico del grosso intestino, vale a dire del colon e specialmente del sigma.&lt;br /&gt;Possono presentarsi singolarmente, ma il più delle volte si presentano numerosi e di diametro variabile.&lt;br /&gt;Il 60% delle persone oltre i 60 anni presenta casi di diverticoli. La diverticolosi è quindi un problema molto comune. La diverticolite è invece una complicanza della diverticolosi, ovvero la loro infiammazione. L'infiammazione dei diverticoli è causata per lo più da un'eccessiva pressione nell'intestino, spesso legata alla stipsi. A causa dell'azione abrasiva delle feci e dalla proliferazione batterica, la mucosa dei diverticoli si infiamma e comporta la diverticolite.&lt;br /&gt;La diverticolite può non dare sintomi (nel 70% dei casi) o provocare episodi di eccessiva motilità intestinale, dolori addominali, nausea, vomito, febbre, emorragie, cambiamenti repentini dell'alvo.&lt;br /&gt;Quando si soffre di diverticolite è bene fare attenzione alla propria alimentazione e scegliere cosa mangiare anche in considerazione della patologia.&lt;br /&gt;Sarà buona regola abituarsi a bere molta acqua, assumere frutta e verdura privi di troppe scorie (semi e bucce), cominciare ad andare al bagno ad orari fissi, evitare l'accumulo delle feci favorendo - in condizioni normali - il consumo di fibre, una sana attività fisica e ricordarsi di masticare a lungo per favorire la digestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alimenti NO&lt;br /&gt;Spezie, salse e cibi piccanti, fritti, alcolici e bevande gassate, cioccolata&lt;br /&gt;In caso di un infiammazione acuta dei diverticoli sarà bene limitare le fibre riducendo il consumo di legumi oltre che qualità di frutta e verdure con troppe scorie (es. fichi, fragole, frutti rossi, kiwi, melograno, fagiolini, semi di girasole, nocciole e mandorle).&lt;br /&gt;Alimenti SI&lt;br /&gt;Pane bianco, pasta, riso, semolino, patate e carote lesse, carne, pesce, uonva e formaggi magri, spremute e centrifugati (limitando le scorie), acqua e bevande non gassate&lt;br /&gt;Preferire i metodi di cottura semplici e naturali, che non richiedano troppi condimenti: al vapore, bollito, forno, griglia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-2564489385268285086?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2564489385268285086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2564489385268285086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/diverticoli.html' title='Diverticoli'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-y4UzLjwNpf4/TgMfiNbHEBI/AAAAAAAAAKQ/3s5Cxp7dZPQ/s72-c/73_diverticoli01.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-5509401265244202213</id><published>2011-06-22T10:40:00.000-07:00</published><updated>2011-06-22T14:33:26.810-07:00</updated><title type='text'>Istamina</title><content type='html'>L'&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;istamina&lt;/span&gt;è un composto azotato ampiamente diffuso nell'organismo, dove ricopre un ruolo di primo piano nelle risposte infiammatorie ed allergiche, nella &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;secrezione gastrica&lt;/span&gt; ed in alcune attività cerebrali. Oltre che dall'uomo, l'istamina può essere prodotta anche da altri organismi - più o meno complessi - per semplice decarbossilazione dell'&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;amminoacido&lt;/span&gt; istidina.&lt;br /&gt;Le concentrazioni di istamina negli &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;alimenti &lt;/span&gt;dipendono quindi dalla ricchezza in amminoacidi liberi e dalla presenza di determinati microorganismi; l'esempio più caratteristico di cibo talmente ricco di istamina da provocare problemi a chi lo assume è quello del&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt; pesce conservato troppo a lungo o in maniera inopportuna&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/pesce-fresco.html"&gt;&lt;/a&gt;. I principali incriminati in tal senso sono gli esemplari appartenenti alle famiglie: Scombridae (tonno, sgombro&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/sgombro.html"&gt;&lt;/a&gt;), Clupeida (sardina, aringa, spratto, alaccia, cheppia), Engraulidae (&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;acciuga&lt;/span&gt;) e Coryphaenidae (lampuga). Anche il consumo di alcuni &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;formaggi&lt;/span&gt;, vini rossi, &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;spinaci e &lt;/span&gt; pomodori (specie se in scatola), estratto di &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;lievito&lt;/span&gt;, cibi fermentati anche vegetali (crauti) e &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;birra&lt;/span&gt;, può scatenare sintomi da intossicazione di istamina. Altri alimenti vengono definiti istamino-liberatori, poiché favoriscono il rilascio di istamina da parte dell'organismo; è il caso di &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;alcool&lt;/span&gt;, banane, cioccolato&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/cioccolato.html"&gt;&lt;/a&gt;, uova, pesce, latte&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/latte.html"&gt;&lt;/a&gt;, &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;papaya&lt;/span&gt;, frutti di mare, fragole e pomodori. Tutti questi alimenti, direttamente o indirettamente ricchi di istamina, quando assunti in grande quantità possono provocare sintomi simili a quelli di un'allergia alimentare&lt;a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/allergie-alimentari.html"&gt;&lt;/a&gt;; tecnicamente, però, si tratta di un'intolleranza, poiché il sistema immunitario non viene coinvolto (si parla in genere di reazioni pseudoallergiche da intossicazione di istamina).&lt;br /&gt;Alle persone con intolleranza all'istamina viene prescritta una dieta priva di alimenti ricchi di istamina o istamino-liberatori; in base alla gravità dei sintomi tali restrizioni saranno più o meno importanti, anche se in genere vengono allontanati soltanto i cibi elencati in precedenza, con particolare attenzione a quelli ittici, agli alcolici e a tutti i cibi fermentati e stagionati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-5509401265244202213?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5509401265244202213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5509401265244202213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/istamina.html' title='Istamina'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-2360973412970311234</id><published>2011-06-21T04:31:00.000-07:00</published><updated>2011-06-21T04:04:07.660-07:00</updated><title type='text'>Dieta ed allergia al nichel</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2aLqr_Gtt44/TfIBeeNQOgI/AAAAAAAAAHw/sV2nUgc6nww/s1600/home_1_01.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616553308300786178" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 270px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-2aLqr_Gtt44/TfIBeeNQOgI/AAAAAAAAAHw/sV2nUgc6nww/s320/home_1_01.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi di noi non ha mai sentito parlare di allergia al nichel?&lt;br /&gt;Il nome nichel deriva dalla parola svedese Nickel (diminuitivo di Nicolaus, con significato di persona da poco, folletto) e dal derivato tedesco Kupfernickel (“rame del diavolo”) nome dato dai minatori a questo elemento un tempo senza valore.&lt;br /&gt;In effetti negli ultimi anni si riscontra un notevole aumento di casi e sembra che, al di là dell’allergia da contatto che è la situazione più nota, i cibi abbiano una loro importanza nel determinare l’insorgere di questo problema. Il nichel, come solfato, è presente in moltissimi alimenti tra i quali lenticchie, fagioli, cacao, nocciole, liquirizia per citare quelli che ne contengono una buona quantità; poi ci sono molte verdure e frutti come gli asparagi, spinaci, cipolle, funghi, kiwi, pomodoro che comunque ne contengono quantità significative.&lt;br /&gt;L’intolleranza e l’allergia al nichel sono condizioni particolarmente spiacevoli perché, ahimè, questo metallo è presente un po’ dovunque, anche nell’acqua del rubinetto e negli alimenti industriali come merendine e pani di vario genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come si fa a capire di essere allergici al nichel?&lt;br /&gt;Prima cosa è il constatare la presenza di particolari sintomi che per l’intolleranza possono essere:&lt;br /&gt;§ dermatiti e pruriti, anche da contatto, che si manifestano sul volto, sulle mani, sulle gambe;&lt;br /&gt;§ afte o infiammazioni boccali e gengivali;&lt;br /&gt;§ gonfiori addominali;&lt;br /&gt;§ malessere generale diffuso;&lt;br /&gt;§ senso di stanchezza e pesantezza;&lt;br /&gt;§ senso di nausea;&lt;br /&gt;§ &lt;a title="Mal di testa" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/mal-di-testa-cefalea-ed-emicrania-sintomi-per-riconoscerle/"&gt;mal di testa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;I sintomi, che si possono sviluppare nel tempo, sono determinati anche dalla quantità di nichel che l’organismo ingerisce o dalla quantità con cui viene a contatto.&lt;br /&gt;Nel caso di allergia al metallo invece i sintomi possono essere più o meno gli stessi ma più accentuati, soprattutto per quanto riguarda la dermatite da contatto; si possono avere anche dei casi di crisi respiratoria ed asma.&lt;br /&gt;Se una persona soffre di questi sintomi può valere la pena di accertare con opportuni test la presunta allergia/intolleranza al nichel. E’ disponibile un test cutaneo, il patch test, che consiste nell’applicare al braccio un cerotto a rilascio lento e graduale di nichel, in cui la risposta si considera positiva se la cute sotto al cerotto si arrossa con presenza di vescicole pruriginose.&lt;br /&gt;Nel caso di vera e propria allergia conclamata è necessaria l’astensione completa dal metallo, nel caso invece di intolleranza spesso con una dieta di eliminazione, cioè una dieta che evita tutti gli alimenti a più alto contenuto di nichel, e poi una dieta di rotazione dei cibi si giunge ad un netto miglioramento dei sintomi, soprattutto infiammatori ed intestinali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ecco gli alimenti da evitare:&lt;br /&gt;§ tutti quelli in scatola;&lt;br /&gt;§ asparagi, funghi, cipolle ,spinaci, pomodori, legumi, lattuga, carote;&lt;br /&gt;§ farina integrale, farina di mais;&lt;br /&gt;§ pere, prugne, uva passa;&lt;br /&gt;§ nocciole, mandorle, arachidi;&lt;br /&gt;§ tè, cacao;&lt;br /&gt;§ margarina;&lt;br /&gt;§ lievito chimico;&lt;br /&gt;§ aringhe, ostriche.&lt;br /&gt;I cibi che possono essere consumati in piccola quantità sono invece:&lt;br /&gt;§ cavoli, cetrioli;&lt;br /&gt;§ farina 00;&lt;br /&gt;§ riso brillato;&lt;br /&gt;§ caffè;&lt;br /&gt;§ olio di oliva;&lt;br /&gt;§ uova;&lt;br /&gt;§ frutta (eccetto quella citata in precedenza).&lt;br /&gt;Infine gli alimenti che possono essere consumati liberamente:&lt;br /&gt;§ tutte le carni;&lt;br /&gt;§ pesce (tranne quello scritto in precedenza);&lt;br /&gt;§ latte e derivati;&lt;br /&gt;§ patate.&lt;br /&gt;E’ sempre opportuno precisare che chi soffre di dermatiti da contatto deve evitare di indossare indumenti o gioielli che contengono nichel ed in particolare attenzione alla bigiotteria, usare quella esente da nichel, ed attenzione ad evitare il contatto della pelle con le parti metalliche degli indumenti come cerniere, bottoni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-2360973412970311234?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2360973412970311234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/2360973412970311234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/dieta-ed-allergia-al-nichel.html' title='Dieta ed allergia al nichel'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2aLqr_Gtt44/TfIBeeNQOgI/AAAAAAAAAHw/sV2nUgc6nww/s72-c/home_1_01.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-7901227911235788135</id><published>2011-06-16T04:44:00.000-07:00</published><updated>2011-06-21T04:05:31.261-07:00</updated><title type='text'>A ciascuno la sua acqua</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DCKHB98g5GY/TfIEijV4LnI/AAAAAAAAAIA/cLH1ZAl4nsQ/s1600/acqua-miner+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616556676933496434" style="WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-DCKHB98g5GY/TfIEijV4LnI/AAAAAAAAAIA/cLH1ZAl4nsQ/s320/acqua-miner%2B2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando si beve non solo ci si disseta, ma si assumono elementi importanti (oligoelementi come calcio, sodio, ferro, magnesio, zolfo, bicarbonato, fluoro) che a seconda del tipo e della concentrazione possono soddisfare le diverse esigenze di benessere psico-fisico. Per chi vuole dimagrire: Si consiglia di impostare con un medico una dieta appropriata, infatti l'acqua di per sé non fa dimagrire, ma può essere un ottimo aiuto. In questo caso può essere appropriata un acqua oligominerale, cioè un'acqua "leggera", che favorisca la diuresi, l'eliminazione delle scorie con l'urina e quindi la disintossicazione dell'organismo. E' bene berne almeno un litro e mezzo durante la giornata. Per chi soffre di calcoli renali: Bere acqua oligominerale o minimamente mineralizzata, particolarmente utile per favorire la diuresi, per la sua scarsità di sali minerali, e per eliminare le scorie e le impurità e prevenire la formazione di calcoli. In presenza di calcoli può essere efficace il cosiddetto "colpo d'acqua", consistente nel bere un litro/un litro e mezzo di acqua rapidamente, in modo che agisca come una "spinta" e faciliti l'espulsione del calcolo. Recenti scoperte hanno dimostrato che anche un'acqua minerale "dura", cioè ricca di calcio, può aiutare a prevenire la formazione di calcoli renali. Per chi fa sport: Gli oligoelementi dell'acqua minerale apportano nutrienti privi di calorie e reintegrano i liquidi e i sali persi con il sudore. La quantità di acqua varia con lo sport praticato, la sua durata e le condizioni climatiche: si va da 1 litro e mezzo a 3 litri al giorno. Tra i minerali importanti per l'atleta spiccano il calcio (essenziale per la formazione e la solidità dell'osso, la trasmissione degli impulsi nervosi e la contrazione muscolare), il ferro (per evitare il senso di fatica dovuto all'anemia), il magnesio e il potassio (per facilitare la contrazione dei muscoli), il sodio e il cloro (per la regolazione del bilancio idrico). Per chi ha la pressione alta: Oltre alla dieta povera di sodio, da seguire su consiglio medico, è indicata un'acqua oligominerale che favorisce diuresi ed eliminazione del sodio in eccesso, responsabile dell'aumento della pressione e dell'affaticamento cardiaco. Si parla in questo caso di persone che hanno la pressione appena superiore ai limiti normali: chi ha la pressione molto alta non può sperare che l'acqua incida in modo significativo nelle terapie. Per chi ha difficoltà a digerire: In questo caso è utile un'acqua minerale di tipo bicarbonato-solfato. Questo due sali minerali, il bicarbonato e il solfato, aiutano infatti la digestione poiché stimolano fegato e pancreas e favoriscono l'azione degli enzimi digestivi, abbassando l'acidità dell'intestino. Per chi è a rischio di osteoporosi In generale in tutti i casi di carenza o bisogno di calcio (gravidanza, allattamento, nei neonati, nei bambini, negli anziani) è corretto assumere acqua mineralizzata ricca di calcio. E' importante che il calcio contenuto nell'acqua sia biodisponibile, cioè che non venga eliminato, ma assorbito dall'organismo; questo è caratteristico solo di alcune acque minerali, che riportano sull'etichetta la scritta "Calcio biodisponibile". Nei casi di lievi carenze di calcio, quest'acqua minerale integra il calcio che si assume normalmente con gli alimenti (formaggi, latticini ecc.) senza un aumento parallelo di calorie introdotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-7901227911235788135?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7901227911235788135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7901227911235788135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/ciascuno-la-sua-acqua.html' title='A ciascuno la sua acqua'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DCKHB98g5GY/TfIEijV4LnI/AAAAAAAAAIA/cLH1ZAl4nsQ/s72-c/acqua-miner%2B2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-4653294645228454911</id><published>2011-06-14T04:11:00.000-07:00</published><updated>2011-06-21T04:05:13.655-07:00</updated><title type='text'>Vivere bene d'estate</title><content type='html'>Vivere bene l'estate è possibile, ma è necessario proteggersi dalle temperature elevate e dall'umidità. Se questo vale per tutti, sono in particolare anziani, malati cronici e disabili i più esposti ai disturbi provocati dal caldo eccessivo che devono seguire alcune importanti regole. Molte sono le strategie ed i corretti comportamenti da seguire per combattere il gran caldo: tra questi c’è l’assunzione del giusto quantitativo di liquidi in relazione alle diverse tipologie di persone. Il caldo comporta un rischio per la salute quando si registrano temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, per almeno 3 giorni consecutivi, in alcuni casi associate a tassi elevati di umidità.&lt;br /&gt;Ecco alcuni consigli per effrontare con piu’ tranquillita’ il caldo estivo.&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Quali sono le ore della giornata in cui è opportuno ridurre l’esposizione all’aria aperta durante le ondate di calore?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Durante le giornate in cui viene previsto un rischio elevato per le successive 24-48 ore (livelli 2 e 3 del bollettino), deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 18.In particolare, è sconsigliato l’accesso ai parchi ed alle aree verdi ai bambini molti piccoli, agli anziani, alle persone non autosufficienti o alle persone convalescenti. Inoltre, deve essere evitata l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Come conservare gli alimenti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si deve fare molta attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (latticini, carni, dolci con creme, gelati, ecc.), in quanto le temperature ambientali elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti che può determinare patologie gastroenteriche anche gravi&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Si può svolgere attività sportiva all’aria aperta durante le giornate estive più calde?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si, ma va comunque evitata la fascia oraria dalle 12 alle 18 e bisogna prestare particolare attenzione ad una adeguata idratazione&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Quali precauzioni si devono adottare quando si esce di casa in una giornata molto calda?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ripararsi la testa con un cappello leggero a falde larghe; in auto usare tendine parasole. Indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, in quanto le fibre sintetiche impediscono la traspirazione. Chi soffre di diabete deve esporsi al sole con cautela, onde evitare ustioni serie, a causa della minore sensibilità al dolore&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Che cosa conviene mangiare in estate?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In generale è meglio consumare pasti leggeri, preferire la pasta e il pesce alla carne, evitando i cibi elaborati e piccanti; consumare molta frutta e verdura. Qualche gelato è concesso, ma si consigliano quelli al gusto di frutta, meno calorici. Evitare i pasti abbondanti, preferendo quattro, cinque piccoli pasti durante la giornata&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Quanto e cosa è consigliabile bere in estate?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ importante bere, anche in assenza dello stimolo della sete. Si consiglia di bere almeno due litri al giorno, salvo diverso parere del medico, di moderare l’assunzione di bevande gassate e zuccherate, ricche di calorie, di evitare gli alcolici e di limitare l’assunzione di bevande che contengono caffeina. E’ meglio evitare gli alcolici perché aumentano la sensazione di calore e la sudorazione, contribuendo così ad aggravare la disidratazione&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Quando fa molto caldo è consigliabile l’assunzione di integratori di sali minerali?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, ma l’assunzione di tali integratori deve essere sempre consigliata dal proprio medico curante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-4653294645228454911?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4653294645228454911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4653294645228454911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/bere-destate.html' title='Vivere bene d&apos;estate'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-7400892373572086861</id><published>2011-06-12T04:19:00.000-07:00</published><updated>2011-06-21T04:04:36.072-07:00</updated><title type='text'>Mangiare d'estate</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Iahb98w8OPg/TfUjT96MU9I/AAAAAAAAAII/1E4sLX1Cqmc/s1600/1.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617434936157688786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Iahb98w8OPg/TfUjT96MU9I/AAAAAAAAAII/1E4sLX1Cqmc/s320/1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Piatti estivi anticalura: il clima particolarmente caldo, il sole, una maggiore sudorazione richiedono un diverso equilibrio alimentare, quindi anche una &lt;a title="dieta-equilibrata" href="http://www.alice.tv/articolo/dieta-equilibrata" target="_blank"&gt;dieta equilibrata&lt;/a&gt; e un apporto di calorie legato al fabbisogno e alle caratteristiche individuali.&lt;br /&gt;Teniamo d'occhio alcuni suggerimenti che in parte valgono anche per le altre stagioni dell'anno, ma che in estate servono in modo particolare a &lt;a title="consigli-per-il-caldo" href="http://www.alimentazione-salute.com/Alimentazione/consigli-per-il-caldo.html" target="_blank"&gt;sopportare gli effetti dell'eccessivo caldo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;- Non saltare i pasti. Meglio se rispettiamo i tre pasti principali e gli spuntini nel corso della giornata.- Mangiare poco e spesso per evitare i &lt;a title="frutti-estivi" href="http://www.alice.tv/articolo/i-frutti-estivi" target="_blank"&gt;frutti estivi&lt;/a&gt;, &lt;a title="verdure" href="http://www.alice.tv/ricette/verdure" target="_blank"&gt;verdure&lt;/a&gt;, &lt;a title="ricette-yogurt" href="http://www.alice.tv/articolo/ricette-yogurt" target="_blank"&gt;yogurt&lt;/a&gt;, formaggi freschi e leggeri, carne magra e pesce cotto alla griglia.- Evitare i cibi troppo conditi o elaborati- In estate, "sì" al &lt;a title="ricette-gelati" href="http://www.alice.tv/articolo/ricette-gelati" target="_blank"&gt;gelato&lt;/a&gt; come pasto sostitutivo, se inserito in un’alimentazione bilanciata e variegata. Fare attenzione a non scendere al di sotto di un apporto calorico troppo basso.- Variare i menuMeglio una dieta variegata ed equilibrata, che tenga conto sempre delle condizioni ed esigenze individuali. La varietà delle scelte serve a soddisfare il fabbisogno di tutti i nutrienti e a diluire l'assunzione di eventuali sostanze indesiderate contenute negli alimenti. - Via libera al consumo di frutta e verdura! Sono ricche di vitamine, minerali, &lt;a title="fibre-alimentari" href="http://www.alice.tv/articolo/fibre-alimentari" target="_blank"&gt;fibre alimentari&lt;/a&gt;, ma anche di altre sostanze ad attività antiossidante, protettive per l'organismo, il cui fabbisogno aumenta con l'aumentare dell'esposizione ai raggi solari.- Usa preferibilmente condimenti di origine vegetale, privilegiando l'olio d’oliva.- Pesce: consumarne quantità sufficienti perché il pesce è un alimento "protettivo", contiene acidi grassi polinsaturi della serie &lt;a title="dieta-omega3" href="http://www.alice.tv/articolo/dieta-omega3" target="_blank"&gt;omega-3&lt;/a&gt; preziosi per l’apparato cardiovascolare.- Yogurt: contribuisce al benessere intestinale. - Verdure: assicurarsi che siano sempre ben pulite e lavate prima del consumo, soprattutto se crude! - I dolci e i dessert: non bisogna rinunciare al dolce di un dessert, ma la moderazione è come sempre a beneficio della salute. - Tutto il buono dell’acqua: bevi 2 litri di acqua al giorno Leggere quanto è importante bere acqua.- L'equilibrio tra l'acqua che eliminiamo e quella che assumiamo è una condizione di salute essenziale. Soprattutto in estate, l'eccessiva sudorazione può provocare problemi di disidratazione.&lt;br /&gt;Non trascuriamo l’importanza del bere, anche se non avvertiamo lo stimolo della sete.&lt;br /&gt;- &lt;a title="frullati-ricette" href="http://www.alice.tv/articolo/frullati-ricette" target="_blank"&gt;Frullati, spremute e centrifufati&lt;/a&gt; ci aiutano a tenere lontana la sete e ci danno sostegno nelle giornate eccessivamente afose.&lt;br /&gt;- Limitare invece il consumo di bevande alcoliche e di quelle gassate e zuccherate, che apportano calorie superflue. Limitare anche l’assunzione di bevande ad elevato tenore di caffeina.&lt;br /&gt;- Attenzione ai cibi ghiacciati, e alle bevande ghiacciate: possono provocare pericolose congestioni.&lt;br /&gt;- Consumare poco sale e preferibilmente iodato. Vi sono prove scientifiche che ridurre il sale nella dieta giova sia agli ipertesi che ai normotesi. Il consumo di sale iodato è un ottimo veicolo per apportare lo iodio nel nostro organismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-7400892373572086861?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7400892373572086861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7400892373572086861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/mangiare-destate.html' title='Mangiare d&apos;estate'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Iahb98w8OPg/TfUjT96MU9I/AAAAAAAAAII/1E4sLX1Cqmc/s72-c/1.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-6710689256591802726</id><published>2011-06-10T04:40:00.001-07:00</published><updated>2011-06-13T13:41:30.918-07:00</updated><title type='text'>Acque minerali: sono tutte uguali?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-0vcOBKjtRzU/TfIC2W_tysI/AAAAAAAAAH4/7GJ9eez1zQE/s1600/acqua+miner.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616554818193443522" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 304px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-0vcOBKjtRzU/TfIC2W_tysI/AAAAAAAAAH4/7GJ9eez1zQE/s320/acqua%2Bminer.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;L'&lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_2" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=acqua+potabile+rubinetto&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=4afa3458286cb94ab5d8fa5c324ecb7e" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;acqua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; è la bevanda "principe", la più sana e migliore per la salute dell'organismo, capace di soddisfare la sete senza attentare alla linea. Si deve bere spesso e non aspettare di avere sete per poter rinnovare continuamente le perdite di liquidi che l'organismo subisce durante la giornata. L'&lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_3" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=acqua+potabile+rubinetto&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=4afa3458286cb94ab5d8fa5c324ecb7e" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;acqua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; minerale naturale in particolare, grazie al suo contenuto di &lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_4" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=sali+minerali&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=6997f6f05a4c62d8460160e0f563792a" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;minerali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, aiuta a reintegrare e a fornire il corpo dei &lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_5" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=sali+minerali&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=6997f6f05a4c62d8460160e0f563792a" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;sali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; di cui ha bisogno.&lt;br /&gt;Non tutte le acque &lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_6" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=sali+minerali&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=6997f6f05a4c62d8460160e0f563792a" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;minerali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; sono uguali: ognuna ha caratteristiche specifiche che dipendono dal tipo di &lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_7" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=sali+minerali&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=6997f6f05a4c62d8460160e0f563792a" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;sali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; in essa disciolti. è quindi importante saper scegliere tra le acque in commercio, quella più idonea ai propri gusti, bisogni e disturbi.&lt;br /&gt;Le acque si chiamano &lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_9" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=sali+minerali&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=6997f6f05a4c62d8460160e0f563792a" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;minerali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; quando vengono riconosciute tali dal Ministero della Sanità, attraverso analisi chimico-fisiche e microbiologiche (su composizione, purezza e qualità) che determinano le caratteristiche salienti dell'&lt;/span&gt;&lt;a id="ed_Id_10" style="textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=acqua+potabile+rubinetto&amp;amp;af=3256&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Esportmedicina%2Ecom%2Facque%5Fminerali%2Ehtm&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1307705765640&amp;amp;hs=4afa3458286cb94ab5d8fa5c324ecb7e" target="_blank" ed_created="1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;acqua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;Premesso che tutte le acque potabili contengono sali, la legge considera "minerali" quelle che originando da una falda sotterranea, hanno caratteristiche igieniche particolari (microbiologicamente pure) e proprietà favorevoli alla salute.&lt;br /&gt;Qualsiasi trattamento chimico che alteri la composizione dell'acqua è vietato: le acque minerali devono essere batteriologicamente pure e prive di inquinanti; devono poi essere imbottigliate come sgorgano dalla sorgente. L'unico trattamento eventuale è l'aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.&lt;br /&gt;Si differenziano dall'acqua potabile del rubinetto, che può essere prelevata da laghi, fiumi o falde superficiali e può essere sottoposta a trattamenti (ad esempio l'aggiunta di cloro).&lt;br /&gt;Non tutte sono uguali&lt;br /&gt;Le caratteristiche e le proprietà salutari dipendono dalla fonte di provenienza e dai sali minerali che vengono trascinati durante il lungo cammino sotterraneo attraverso le rocce, prima di sgorgare in superficie.&lt;br /&gt;In base al tipo di minerali in esse disciolti, indicati come "residuo fisso" (cioè la quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatto evaporare a 180°, le acque minerali vengono classificate come:&lt;br /&gt;1. Minimamente mineralizzate: hanno un contenuto di sali minerali inferiore a 50 milligrammi per litro; si tratta di acque "leggere" che in quanto povere di sali minerali favoriscono la diuresi e facilitano l'espulsione di piccoli calcoli renali.&lt;br /&gt;2. Oligominerali: hanno un contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro. In virtù dei pochi sali minerali presenti, sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente; inoltre svolgono un'ottima azione diuretica e contengono poco sodio.&lt;br /&gt;3. Minerali: il residuo fisso è compreso tra 500 e 1000 milligrammi (1 g) per litro. Contengono una percentuale consistente di sali minerali e pertanto non devono essere bevute in quantità eccessive (fino a un litro al giorno), alternandole con acqua oligominerale. Hanno applicazioni diverse a seconda del tipo di sostanze in esse presenti (calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato...).&lt;br /&gt;4. Ricche di sali minerali: il residuo fisso è di oltre 1500 milligrammi per litro. Sono molto ricche di sali, pertanto devono essere bevute specificamente a scopo curativo e su consiglio medico. Si acquistano in farmacia, ma alcune si trovano anche nei supermercati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-6710689256591802726?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6710689256591802726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/6710689256591802726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2011/06/acque-minerali-sono-tutte-uguali.html' title='Acque minerali: sono tutte uguali?'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0vcOBKjtRzU/TfIC2W_tysI/AAAAAAAAAH4/7GJ9eez1zQE/s72-c/acqua%2Bminer.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-5844633967970245921</id><published>2010-10-18T13:55:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T14:05:45.435-07:00</updated><title type='text'>Celiachia e dieta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TLy2SaQtu3I/AAAAAAAAACc/zGxz9O_U87s/s1600/celiachia.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 220px; height: 219px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TLy2SaQtu3I/AAAAAAAAACc/zGxz9O_U87s/s320/celiachia.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529494869907454834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;celiachia&lt;/strong&gt; è una intolleranza alimentare. La &lt;strong&gt;celiachia&lt;/strong&gt; è anche detta enteropatia da &lt;strong&gt;glutine&lt;/strong&gt; ed è caratterizzata da un'intolleranza a questa proteina presente in alcuni cereali quali &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;grano&lt;/strong&gt;, &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;orzo&lt;/strong&gt;, &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;segale&lt;/strong&gt; e &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;avena&lt;/strong&gt;.  L'assunzione di glutine in individui predisposti causa danni a carico  dell'intestino tenue con conseguente malassorbimento, diarrea,  dimagrimento, malattie della pelle e anemia.  Per chi soffre di celiachia, patologia che impone a coloro che sono intolleranti al glutine di non mangiare alimenti contenenti grano, orzo, segale, farro, avena, è obbligatoria una corretta &lt;strong&gt;dieta per la celiachia&lt;/strong&gt;.  Nei malati di celiachia, il glutine esercita infatti un'azione dannosa  sull'intestino, alterando la struttura e le funzionalità delle pareti  intestinali. L’incidenza della celiachia in Italia è di circa l'1% della  popolazione. I celiaci in Italia sarebbero quindi potenzialmente 400  mila, ma ne sono per ora stati diagnosticati solo 65 mila. Ogni anno  vengono effettuate 5000 nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi  celiaci, con un incremento annuo del 9%. La &lt;strong&gt;dieta per la celiachia&lt;/strong&gt;, ovvero la dieta senza  glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al malato  di celiachia un perfetto stato di salute. Seguire una dieta priva di glutine significa certamente cambiare stile  di vita per eliminare tutti gli alimenti derivati da grano, orzo,  segale, farro, avena. Esistono oggigiorno sul mercato molti prodotti  sostitutivi, che portano la specifica dicitura &lt;i style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;gluten free&lt;/i&gt;, molti dei quali contengono farine e altri derivati delle patate, del riso, della soia o di altri legumi. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La celiachia può manifestarsi nel &lt;strong&gt;bambino&lt;/strong&gt; all'età dello svezzamento, o nell'&lt;strong&gt;adulto&lt;/strong&gt;.  Nel bambino si manifesta in modo grave in quanto il malassorbimento  causa ritardo dell'accrescimento, rachitismo, carenza di ferro con  anemia e spossatezza,diarrea, vomito. Nell'adulto si ha dimagrimento,  osteoporosi, anemia e spesso dermatite erpetiforme.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Per risolvere la celiachia si deve &lt;strong&gt;eliminare totalmente il glutine&lt;/strong&gt; dalla dieta e quindi tutti i cibi e gli alimenti contenenti farine di frumento, orzo, segale, avena; gli unici cereali che &lt;strong&gt;non contengono glutine&lt;/strong&gt; sono &lt;strong&gt;riso&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;tapioca&lt;/strong&gt;. Esistono in commercio &lt;strong&gt;alimenti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per celiaci&lt;/strong&gt; e sono contraddistinti da un &lt;strong&gt;simbolo&lt;/strong&gt;, la spiga sbarrata. Non si deve infine dimenticare che molti prodotti contengono &lt;strong&gt;amido di frumento&lt;/strong&gt;, ad esempio prodotti in scatola, salumi, gelati, surgelati, cibi precotti ed anche alcuni farmaci.&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-5844633967970245921?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5844633967970245921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5844633967970245921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/10/celiachia-e-dieta.html' title='Celiachia e dieta'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TLy2SaQtu3I/AAAAAAAAACc/zGxz9O_U87s/s72-c/celiachia.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-179921261909537946</id><published>2010-10-01T02:34:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T02:48:15.835-07:00</updated><title type='text'>I grassi idrogenati</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWrdZfAOqI/AAAAAAAAAB0/FAZetyZzc2s/s1600/margarina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523009039585262242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWrdZfAOqI/AAAAAAAAAB0/FAZetyZzc2s/s200/margarina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I grassi idrogenati sono grassi ottenuti mediante il processo di idrogenazione; il grasso così ottenuto ha qualità completamente differenti dal grasso di partenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In campo alimentare l'idrogenazione trasforma acidi grassi polinsaturi in altri grassi; storicamente, la &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/margarina.htm"&gt;margarina&lt;/a&gt; è il grasso idrogenato per eccellenza.I "vantaggi" dell'idrogenazione sono evidenti:&lt;br /&gt;§ solidità - Si può ottenere un grasso solido (surrogato per esempio del &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/burro.htm"&gt;burro&lt;/a&gt;) a partire da oli; i grassi solidi sono molto utilizzati nei prodotti da forno (si pensi a biscotti, brioche, crostate ecc.).&lt;br /&gt;§ Lunga scadenza - I grassi idrogenati si degradano meno facilmente rispetto ai grassi naturali: così una brioche prodotta con margarina può avere data di scadenza a un anno quando la stessa prodotta con burro avrebbe data di scadenza di pochi mesi. Per il gusto? Basta aggiungere aromi e il gioco è fatto. Pensateci la prossima volta che al bar ordinerete una brioche senza sapere con che ingredienti è fatta!&lt;br /&gt;§ Costi - I grassi idrogenati costano meno e quindi è possibile ottenere prodotti molto competitivi; tale caratteristica amplia l'impiego dei grassi idrogenati a campi in cui i precedenti due presunti vantaggi non sono in fondo determinanti. Si pensi per esempio alla gelateria in cui con grassi idrogenati, aromi e coloranti si possono ottenere decine di gusti da offrire al cliente a costi molto bassi (o a costi "normali", spacciando il prodotto per genuino e artigianale con ricarichi enormi).&lt;br /&gt;Meno interessante la caratteristica di un'ottima stabilità alla temperatura; infatti anche oli semplicemente raffinati (che comunque contengono una piccola percentuale di &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/transfattyacid.htm"&gt;grassi trans&lt;/a&gt;) hanno alti &lt;a href="http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Articoli/86pfumo.htm"&gt;punti di fumo&lt;/a&gt;; nei fast food e negli esercizi di ristorazione di bassa qualità si utilizzano (anzi, si dovrebbe dire si riutilizzano più volte!) oli raffinati più che oli idrogenati. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523009282256632274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 354px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWrrhgXedI/AAAAAAAAACE/ZHJtQRgJQ1o/s320/chimica.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli acidi grassi sono costituiti da una catena di atomi di carbonio ai quali sono legati atomi di idrogeno. Negli acidi grassi saturi tra gli atomi di carbonio c'è un solo legame. Questo fa sì che la molecola abbia una forma pressoché lineare e sia anche libera di ruotare sul proprio asse. Gli acidi grassi insaturi invece hanno uno o più doppi legami che limitano la rotazione e bloccano quindi la posizione della molecola. Quindi un acido grasso monoinsaturo, che ha un solo doppio legame, può esistere in due forme, definite isomeri. La forma cis, quella comunemente presente in natura, ha le due parti della catena di atomi di carbonio piegate l'una verso l'altra, nella forma trans la catena è invece quasi lineare. Gli acidi grassi trans quindi, pur essendo insaturi, hanno una conformazione e un comportamento simile a quello degli acidi grassi saturi. Di conseguenza, nel nostro organismo, hanno gli stessi effetti dannosi dei grassi saturi. Ma se vengono incorporati nella membrana cellulare, avendo una conformazione diversa dai normali grassi insaturi, fanno anche di peggio, ne alterano la funzionalità. Abbiamo già detto che in natura gli acidi grassi sono quasi esclusivamente nella forma cis. La conformazione trans si forma durante i processi di idrogenazione di oli vegetali insaturi. Questo processo serve a produrre la margarina e consiste nell'aggiungere atomi di idrogeno alla molecola rendendo saturi gli acidi grassi insaturi. In questo modo dagli oli liquidi si ottengono dei grassi solidi. Una delle differenze tra grassi saturi e insaturi infatti è proprio nella consistenza: a temperatura ambiente i saturi sono solidi, gli insaturi sono invece liquidi. Gli acidi grassi trans, pur essendo monoinsaturi, per la loro conformazione sono solidi come i saturi. Quindi, quando sull'etichetta di un prodotto si trova la dicitura "grassi idrogenati" o "grassi vegetali idrogenati" si tratta di grassi ottenuti con questo processo e che contengono acidi grassi trans. Alla luce di tutto questo risulta evidente che tutti quei suggerimenti propinati in passato a favore della margarina sono completamente falsi. Se un nemico c’è, questo non è tanto nel "famigerato" burro, ma proprio nella “sana” e “leggera” margarina e negli "innocui" grassi idrogenati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte dei citati presunti vantaggi, salutisticamente c'è purtroppo uno svantaggio che deve bocciare senza appello il processo industriale dell'idrogenazione: alcuni legami passano dalla forma cis alla forma trans. Ormai da anni si sa che i grassi trans sono nocivi per la salute, aumentando soprattutto il &lt;a href="http://www.albanesi.it/VMS/rischio.htm"&gt;rischio cardiovascolare&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWt5y4vX5I/AAAAAAAAACM/HuckSyBXeok/s1600/0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523011726463688594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 241px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWt5y4vX5I/AAAAAAAAACM/HuckSyBXeok/s200/0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A seguito dell'azione dei gruppi salutisti, recentemente alcuni Paesi hanno posto restrizioni sull'uso di grassi trans e quindi di grassi idrogenati, ma la qualità dei prodotti è migliorata solo di poco per il ricorso massiccio a generici grassi vegetali ottenuti per &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/raffinazione.htm"&gt;raffinazione&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/frazionamento.htm"&gt;frazionamento&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/interesterificazione.htm"&gt;interesterificazione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Alimenti a rischio di grassi idrogenati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cracker e grissini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Creme spalmabili&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dessert, budini e mousse&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dolci, biscotti, merendine e prodotti di pasticceria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Farciture per primi e secondi piatti (surgelati) e dolci (per esempio panettoni farciti, cioccolatini farciti ecc.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Gelati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Margarina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Preparati per cioccolate, dolci, paste sfoglie ecc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Semifreddi..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-179921261909537946?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/179921261909537946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/179921261909537946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/10/i-grassi-idrogenati.html' title='I grassi idrogenati'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKWrdZfAOqI/AAAAAAAAAB0/FAZetyZzc2s/s72-c/margarina.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-5837011985139110081</id><published>2010-09-30T11:36:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T05:32:17.624-07:00</updated><title type='text'>I disturbi del comportamento alimentare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKTcc82KgRI/AAAAAAAAABk/JVi5y0bqAbo/s1600/specchio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522781432990826770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 132px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKTcc82KgRI/AAAAAAAAABk/JVi5y0bqAbo/s200/specchio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I disturbi del comportamento alimentare si manifestano con grossi squilibri nel modo di mangiare (comportamento alimentare).&lt;br /&gt;Le persone con questi problemi non riconoscono i segnali di fame e sazieta' e quando mangiano, non lo fanno per esigenza fisica, ma per colmare stati psicologici come tristezza, stanchezza, ansia....&lt;br /&gt;Si sentono spesso come governati da forze esterne e non hanno il controllo dei loro bisogni o impulsi.&lt;br /&gt;Nonostante il disagio provocato dalla loro difficolta' a relazionarsi con il cibo, non riescono a cambiare atteggiamento. Normalmente, una persona sana mangia quando sente fame e smette quando e' sazia, prova generalmente soddisfazione nel mangiare e lo fa regolarmente.&lt;br /&gt;Una persona con problemi alimentari, non riesce a collegare il suo bisogno di mangiare con le sue sensazioni, e controlla l'assunzione di cibo tramite diete o calcoli delle calorie.&lt;br /&gt;Mangia non per fame ma per diminuire lo stress, il dolore, l'angoscia, la solitudine, la noia, la vergogna ecc... oppure per modificare la linea.&lt;br /&gt;Mangia in maniera irregolare e caotica, senza mezze misure (o troppo o troppo poco), spesso salta i pasti. &lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POSSIBILI CAUSE:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Incapacita' di distinguere la fame dalla sazieta' o da altre sensazioni &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Problemi del controllo degli impulsi &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Innaturale modello di magrezza &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tendenza eccessiva a voler piacere agli altri &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Scarsa fiducia in se' stessi, insicurezza &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Bisogno di ridurre ansia, depressione, solitudine... &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vi sono fattori genetici che rendono piu' predisposti ai Disturbi del Comportamento Alimentare &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Esistono tratti di personalità che facilitano l'insorgere di questi disturbi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;SINTOMI:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Avere fame e non mangiare &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Mangiare e non riuscire a fermarsi &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vomitare dopo aver mangiato molto &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non riconoscere la fame fisica &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Preoccupazione eccessiva riguardo al proprio peso &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Paura esagerata di ingrassare &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Essere troppo magri o in sovrappeso&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;b&gt;I principali disturbi del comportamento alimentare, sono l'anoressia e la bulimia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.psicocitta.it/disturbi-psicologici/disturbi-alimentari/anoressia.php"&gt;&lt;b&gt;Anoressia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disturbo del comportamento alimentare che porta chi ne soffre a diminuire drasticamente il cibo nella propria alimentazione, per raggiungere un ideale di magrezza mai sufficiente. Risulta estremamente sottopeso.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.psicocitta.it/disturbi-psicologici/disturbi-alimentari/bulimia.php"&gt;&lt;b&gt;Bulimia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disturbo del comportamento alimentare che porta chi ne soffre a mangiare troppo ed in maniera veloce grosse quantita' di cibo, per poi prevenire l'aumento del proprio peso provocandosi il vomito o abusando di lassativi e diuretici. &lt;a name="psicologi-disturbi-comportamento-alimentare"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 class="h2-14-bold"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Teorie biologiche dei disturbi del comportamento alimentare (DCA)&lt;/span&gt;&lt;a id="origine_dca" name="origine_dca"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Bisogna distinguere tra i fattori biologici che fanno nascere i disturbi alimentari e le anomalie biologiche che risultano dalla malattia. &lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Fattori genetici&lt;/strong&gt;: studi su famiglie e su gemelli suggeriscono che vi è una diatesi genetica sia per l’anoressia che per la bulimia; nell’anoressia vi è il 50% di concordanza tra i gemelli monozigoti e il 7% nei gemelli dizigoti, mentre nella bulimia nervosa vi è il 23% di concordanza tra i gemelli monozigoti e il 9% nei gemelli dizigoti. Sebbene questi studi suggeriscano che certi individui possano essere geneticamente predisposti ai disturbi alimentari, il meccanismo non è ancora compreso. Una predisposizione genetica non significa che una persona è destinata a sviluppare un disturbo alimentare, ma piuttosto che ha un maggior rischio se è presente l'ambiente culturale e psicologico giusto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Fattori neuroendocrini: &lt;/strong&gt;il sistema neuroendocrino (ipotalamo, ipofisi e ghiandole endocrine) è stato per molti anni considerato una “finestra” per poter osservare il funzionamento cerebrale. Per un certo periodo di tempo si è pensato che anomalie neuroendocrine (quali bassi livelli di estradiolo, ridotta secrezione dell’ormone luteinizzante e follicolo-stimolante, alti livelli di ormone della crescita) fossero cause potenziali nell'insorgenza di disturbi nel comportamento alimentare. Ora è stato chiarito che, per la maggior parte, sono delle conseguenze della malnutrizione piuttosto che marcatori di tratto preesistenti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Neurotrasmettitori e neuropeptidi&lt;/strong&gt;: i neurotrasmettitori, come noradrenalina e serotonina, regolano l’appetito, il senso di sazietà e il tono dell’umore. I livelli anomali dei neurotrasmettitori e dei loro metaboliti sono stati evidenziati nel sistema nervoso centrale (SNC) e nella circolazione periferica nelle pazienti con disturbi alimentari e in alcune pazienti guarite. I sistemi serotoninergici e noradrenergici nelle pazienti con bulimia e con anoressia sembrano essere ipoattivi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Fatori culturali: &lt;/strong&gt;i mezzi di comunicazione di massa bombardano il pubblico con immagini di corpi perfetti, con l'implicazione che è questo e soltanto questo, che garantisce la felicità e la soddisfazione. Le immagini delle donne fornite dai mass media suggeriscono che l'apparenza esterna è assai più importante dell'identità della persona. Un’importante caratteristica epidemiologica dei disturbi alimentari è che sembrano essere limitati a certe culture, verificandosi in primo luogo nei paesi sviluppati del Nord America e dell'Europa, così come in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Il rischio di malattia può essere correlato al grado di assimilazione di una persona alla cultura dominante in un Paese. Sebbene i disturbi alimentari siano comunemente considerati come malattie della classe media e alta delle donne bianche, gli studi hanno documentato in modo crescente la presenza di disturbi del comportamento alimentare (DCA) tra le donne delle minoranze e delle varie classi sociali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Fattori psicosociali:&lt;/strong&gt; nella letteratura, per quanto riguarda l’anoressia nervosa, vengono sottolineate: caratteristiche familiari tipiche: inglobamento, iperintrusione dei familiari, l’iperprotezione dei genitori nei confronti dei figli, la rigida adesione ai ruoli nella famiglia e l’evitamento di conflitti aperti. Conflitto inconscio tra dipendenza e separazione o individuazione rifiutando il cibo, che dovrebbe nutrire il corpo, la paziente blocca le sue capacità di diventare una donna adulta e indipendente.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 class="h2-14-bold"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-5837011985139110081?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5837011985139110081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5837011985139110081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/09/i-disturbi-del-comportamento-alimentare.html' title='I disturbi del comportamento alimentare'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TKTcc82KgRI/AAAAAAAAABk/JVi5y0bqAbo/s72-c/specchio.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-7539918571457627204</id><published>2010-09-28T12:04:00.000-07:00</published><updated>2010-09-28T12:07:59.062-07:00</updated><title type='text'>Cereali si, ma integrali!</title><content type='html'>&lt;div&gt;I cereali sono semi di piante appartenenti alla famiglia delle  graminacee quali frumento, segale, riso, avena e orzo, che da migliaia  di anni costituiscono la base dell’alimentazione umana. In epoca  preindustriale, i cereali venivano generalmente consumati interi, ma gli  avanzamenti nei processi di molitura e lavorazione consentirono la  separazione e la rimozione su larga scala della crusca e del germe e la  produzione di farine raffinate ottenute principalmente dall'endosperma,  ricco di amido. Le farine raffinate divennero popolari perché i prodotti  da forno che le contengono hanno una consistenza più soffice e durano  più a lungo. La crusca e il germe, tuttavia, contengono sostanze  nutritive importanti, che vanno perdute con la raffinazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi,  è sempre più diffusa la consapevolezza che i cibi preparati con cereali  integrali possono contribuire significativamente a migliorare il nostro  stato di salute e il nostro benessere e che il chicco “completo” offre  vantaggi dal punto di vista nutrizionale. Le ricerche dimostrano che il  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;consumo regolare di cereali integrali&lt;/span&gt; nell'ambito di una dieta  bilanciata può &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ridurre&lt;/span&gt; il rischio di insorgenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;disturbi cardiaci&lt;/span&gt;, di  taluni tipi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cancro&lt;/span&gt; e del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diabete di tipo 2&lt;/span&gt;, oltre a contribuire alla  gestione del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;peso corporeo&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="greentitle"&gt;&lt;b&gt;Cosa significa “integrale”?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ogni  chicco è costituito da tre sezioni distinte: la crusca esterna, ricca  di fibre, il germe interno, ricco di micronutrienti, e l'endosperma,  ricco di amidi. I cereali “integrali” comprendono tutte e tre le  componenti del chicco e possono essere consumati interi, frantumati,  spaccati, in fiocchi o macinati. Molto spesso i cereali integrali  vengono ridotti in farina e utilizzati per fare pane, fiocchi per la  colazione, pasta, cracker e altri prodotti. A prescindere da come viene  lavorato il cereale, il prodotto integrale dovrà conservare  approssimativamente la stessa proporzione di crusca, germe ed endosperma  presente nel chicco originario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="greentitle"&gt;Anatomia del chicco integrale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="650"&gt;    &lt;tbody&gt;        &lt;tr&gt;            &lt;td width="41%"&gt;            &lt;div&gt;&lt;img alt="Chicco_integrale" src="http://www.eufic.org/upl/1/default/img/Whole%20grain%20image_IT.jpg" width="261" height="323" hspace="10" /&gt;&lt;/div&gt;            &lt;/td&gt;            &lt;td width="58%"&gt;            &lt;div&gt; &lt;/div&gt;            &lt;div&gt;&lt;b&gt;Crusca:&lt;/b&gt;  involucro stratificato esterno al chicco che aiuta a proteggere  l'interno dalla luce solare, dai parassiti, dall'acqua e dalle malattie.  Contiene fibre, importanti antiossidanti, ferro, zinco, rame, magnesio,  vitamine del gruppo B e fitonutrienti.&lt;/div&gt;            &lt;div&gt; &lt;/div&gt;            &lt;div&gt;&lt;b&gt;Germe:&lt;/b&gt;  l'embrione che, se fecondato dal polline, darà vita a una nuova pianta.  Contiene vitamine del gruppo B, vitamina E, antiossidanti,  fitonutrienti e grassi insaturi.&lt;/div&gt;            &lt;div&gt; &lt;/div&gt;            &lt;div&gt;&lt;b&gt;Endosperma:&lt;/b&gt;  la riserva energetica del germe, destinata ad apportare nutrienti  essenziali alla futura giovane pianta. L'endosperma, che costituisce la  parte più ampia del chicco, contiene carboidrati sotto forma di amidi,  proteine e tracce di vitamine e sali minerali.&lt;/div&gt;            &lt;div&gt; &lt;/div&gt;            &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;        &lt;tr&gt;            &lt;td colspan="2" width="100%"&gt;            &lt;p&gt;Fonte dell'imagine: &lt;a class="" href="http://wbc.agr.mt.gov/Consumers/diagram_kernel.html" target="_blank"&gt;http://wbc.agr.mt.gov/Consumers/diagram_kernel.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;            &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I  cereali integrali possono essere un alimento in sé, come la farina  d'avena (porridge), il riso bruno, l’orzo o il mais (popcorn), o venire  utilizzati come ingredienti all’interno di un alimento, come la farina  integrale nel pane o nei cereali per la colazione. I prodotti integrali  reperibili sul mercato comprendono il frumento integrale, l'avena/la  farina d'avena integrale, la farina di mais integrale, il mais  (popcorn), il riso bruno, la segale integrale, l’orzo integrale, il riso  selvatico, il grano saraceno, il triticale, il bulgur (frumento  frantumato), il miglio, la quinoa e il sorgo. Tra i prodotti meno comuni  figurano l’amaranto, il farro, il grano duro perlato e la spelta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="greentitle"&gt;&lt;b&gt;Assunzione di cereali integrali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le  ricerche suggeriscono che sia possibile ottenere benefici per la salute  anche con un consumo modesto di cereali integrali (generalmente da una a  tre porzioni al giorno), sebbene molte persone non raggiungano tali  quantitativi. Tra le barriere specifiche al consumo dei cereali  integrali figurano la mancata conoscenza del prodotto e dei suoi  benefici per la salute, le difficoltà che alcuni consumatori incontrano  nell'identificare gli alimenti a base di cereali integrali, la  percezione del sapore di questi prodotti e il loro costo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel  Regno Unito, un terzo circa degli adulti e il 27% dei bambini non  consumano alcun cereale integrale e solo il 5-6% della popolazione  raggiunge le tre porzioni giornaliere.&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;Allo  stesso modo, negli Stati Uniti, secondo una recente relazione del  Dipartimento dell’Agricoltura (USDA), solo il 7% degli americani  raggiunge le tre porzioni di cereali integrali al giorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al  contrario, nei paesi scandinavi l’assunzione giornaliera di cereali  tende a essere superiore, soprattutto per la presenza costante del pane  integrale di segale nell'alimentazione. Sebbene il raffronto tra gli  studi sia ostacolato dalle differenze a livello di misurazione, i dati  suggeriscono che il consumo in Norvegia sia quadruplo rispetto al Regno  Unito e ancora più elevato in Finlandia. Gli uomini sembrano assumere  più cereali integrali rispetto alle donne, ma ciò potrebbe essere  imputabile semplicemente al maggiore quantitativo di cibo ingerito. Nel  Regno Unito la maggiore assunzione di cereali integrali è legata a  livelli superiori di istruzione e reddito, mentre in Finlandia il  consumo maggiore di pane di segale è stato osservato tra le fasce  sociali inferiori&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="greentitle"&gt;&lt;b&gt;Non solo fibre&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I  cereali integrali sono ricchi di fibre, ma, sebbene da tempo siano noti  i benefici di queste ultime per la salute del cuore e dell'intestino,  sembra che essi svolgano un ruolo protettivo che va ben oltre quello  della fibra. Gli studi evidenziano infatti che nelle donne gli effetti  salutari dei cereali integrali nei confronti dei disturbi cardiaci sono  superiori a quelli legati alle fibre, mentre negli uomini una quota  significativa della funzione protettiva è riconducibile alla componente  fibrosa o crusca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I benefici dei  cereali integrali sono ampiamente associati al consumo di tutte le loro  sostanze nutritive, che comprendono vitamine (gruppo B e vitamina E),  sali minerali (ferro, magnesio, zinco, potassio, selenio), acidi grassi  essenziali, fitochimici (sostanze fisiologicamente attive di piante che  recano benefici funzionali alla salute) e altri componenti bioattivi.  Molte delle sostanze benefiche si trovano nel germe e nella crusca e  comprendono amidi resistenti, oligosaccaridi, inulina, lignani,  fitosteroli, acido fitico, tannini, lipidi e antiossidanti, come gli  acidi fenolici e i flavonoidi. Si ritiene che tali nutrienti e altri composti, se consumati insieme, abbiano un effetto additivo e sinergico sulla salute.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="greentitle"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-7539918571457627204?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7539918571457627204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/7539918571457627204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/09/cereali-si-ma-integrali.html' title='Cereali si, ma integrali!'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-5493846142822124559</id><published>2010-09-24T05:02:00.000-07:00</published><updated>2010-09-24T05:05:31.209-07:00</updated><title type='text'>OMEGA 3</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJyT0j7yZtI/AAAAAAAAABc/s_pmXFgEX_o/s1600/6.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520449774457874130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJyT0j7yZtI/AAAAAAAAABc/s_pmXFgEX_o/s200/6.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla molto di Omega 3 in trasmissioni televisive o su riviste come dei componenti salutari dei nostri alimenti, ma pochi spiegano con precisione cosa siano realmente, che benefici forniscano al nostro organismo e dove si trovino.&lt;br /&gt;Tecnicamente gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un doppio legame in posizione 3 (omega 3) o in posizione 6 (omega 6), della catena che li forma. Sono tecnicamente definiti &lt;strong&gt;EPA&lt;/strong&gt; (acido eicosapentaenoico), e &lt;strong&gt;DHA&lt;/strong&gt; (acido docosaesaenoico). Questi acidi hanno dei precursori, cioè delle sostanze che dopo l'introduzione nel nostro organismo vengono trasformati, nello specifico l'acido linoleico è il precursore dell'acido grasso omega 6, mentre l'acido linolenico è il precursore dell'acido grasso omega 3. Gli omega 3 e 6 sono acidi grassi essenziali: con questo termine si intende che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, e quindi l'introduzione attraverso la dieta è assolutamente fondamentale. Per ciò che concerne le funzioni biologiche nell'organismo umano, si evidenzia dalle più recenti acquisizioni e studi scientifici, condotti su questo argomento, è possibile sostenere che, tra gli effetti protettivi degli omega 3 i più rilevanti sono sicuramente:&lt;br /&gt;azione antiaggregante piastrinica (effetto antitrombotico), cioè ridurrebbero la possibile formazione di coaguli nel sangue.&lt;br /&gt;controllo del livello plasmatico dei lipidi, soprattutto dei trigliceridi.&lt;br /&gt;controllo della pressione arteriosa , mantenendo fluide le membrane delle cellule, e dando elasticità alle pareti arteriose.&lt;br /&gt;Gli effetti principali sono soprattutto legati alla protezione del cuore e del sistema circolatorio, aspetto positivo già evidenziato dagli studi epidemiologici iniziati intorno agli anni' 70. In quegli anni furono studiati gli "Inuits" una popolazione eschimese che si cibava prevalentemente di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone, già allora emerse molto chiaramente un'incidenza particolarmente bassa di malattia all'appararto cardiovascolare, correlata a quel tipo di alimentazione "marittima".&lt;br /&gt;Recentemente si stanno estendendo gli studi sugli omega 3 anche nell' ambito della nutrizione neonatale, dove un'introduzione quantitativamente adeguata di questi acidi sarebbe importante per favorire lo sviluppo del bambino. Esistono inoltre, studi preliminari, dove si controlla l'applicazione degli omega 3 sul morbo di Crohn (patologia a carico dell'apparato intestinale): l'effetto studiato sarebbe legato all'attività antinfiammatoria di queste importanti sostanze. Per rimanere in tema di ricerche su questo argomento è importante ricordare che nel 1999 è stato pubblicato sul "The Lancet " un'importante studio iniziato nel 1996 su 11324 pazienti colpiti da infarto miocardico, il quale ha dimostrato che, la somministrazione di un farmaco a base di acidi grassi polinsaturi omega 3 ai pazienti colpiti da infarto riusciva a ridurre considerevolmente la mortalità legata a questa patologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi, queste ricerche hanno riscontrato che, la somministrazione quotidiana di un farmaco contenente un grammo di acido grasso omega 3 associata, ovviamente, a un regime dietetico equilibrato (contenente un buon quantitativo di pesce), è importante per curare i problemi di tipo cardiovascolare.&lt;br /&gt;Esistono in commercio degli alimenti a cui è stata aggiunta una sostanza in più (ad esempio degli omega 3) rispetto alla composizione originaria; si tratta di cibi "funzionali", chiamati dagli americani "nutriceutical", ovvero prodotti che si posizionano al confine tra l'alimento e il farmaco. Ne sono un esempio il latte arricchito in omega 3 cosi come le uova addizionate delle stesse sostanze, l'importante è che al momento dell'acquisto il consumatore legga attentamente l'etichetta la quale riporterà l'intera composizione comprese le integrazioni.&lt;br /&gt;Ma per mantenere il benessere del nostro organismo cosa è più corretto fare?&lt;br /&gt;E' consigliabile seguire un'alimentazione varia ed equilibrata caratterizzata da armonia sia qualitativa che quantitativa tra i singoli nutrienti. Per favorire l'introduzione degli omega 3 è opportuno consumare dalle 2 alle 3 porzioni settimanali di pesce, la cui tipologia potrà variare tra le seguenti: sgombro, merluzzo, pesce spada, tonno, trota. sardina e aringa, altre fonti di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi e l'olio di lino. Per quanto riguarda le tipologie di cottura più indicate, perché il pesce possa mantenere inalterate le sue benefiche proprietà, le migliori sono sicuramente: al forno, in umido o alla griglia.&lt;br /&gt;Una considerazione da non sottovalutare mai è che un'attività di prevenzione rivolta alle malattie cardiovascolari deve primariamente concentrarsi sulla dieta equilibrata, e parallelamente sulla eliminazione dei fattori di rischio (fumo, obesità e sedentarietà). La società occidentale essendo caratterizzata da un consumo scarso di pesce è maggiormente esposta alle malattie cardiovascolari rispetto a tutte quelle popolazioni (ad esempio quelle orientali) che hanno abitudini alimentari diverse, ecco perché l'indicazione ad un aumento del consumo di pesce è fondamentale. I composti farmacologici a base di omega 3 possono rappresentare una aiuto soprattutto nei casi in cui l'alimentazione è particolarmente deficitaria, ma in linea di massima è possibile dire che, attraverso una dieta di tipo mediterraneo, caratterizzata dalla presenza di frutta, verdura, pesce, olio extra vergine di oliva ecc, la fonte di vitamine, sali minerali, proteine nobili e ovviamente omega 3 è assicurata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bibliografia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Agostoni C, Bruzzese Mg: gli acidi grassi:classificazione biochimica e funzionale. Ped Med. Chir 1992;14 473-479&lt;br /&gt;Agostini C, Riva E, Biasucci G: Acidi Grassi nella prevenzione e nella terapia in pediatria. Ped, Med, Chir. 1992&lt;br /&gt;Nestel P. J. Fish and cardiovascular disease: lipids and arterial function: Am J Clin&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-5493846142822124559?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5493846142822124559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/5493846142822124559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/09/omega-3.html' title='OMEGA 3'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJyT0j7yZtI/AAAAAAAAABc/s_pmXFgEX_o/s72-c/6.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-8806593558327519231</id><published>2010-09-24T02:18:00.000-07:00</published><updated>2010-09-24T02:32:21.934-07:00</updated><title type='text'>L'attivita' fisica contro il sovrappeso</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJxuFZHgewI/AAAAAAAAABM/ZlmT0PdRZeU/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520408282170161922" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJxuFZHgewI/AAAAAAAAABM/ZlmT0PdRZeU/s200/3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Un esercizio fisico regolare, oltre ad aumentare complessivamente il dispendio energetico, determina un'accelerazione del metabolismo, tende a diminuire l'appetito e a migliorare le condizioni generali di forma e di benessere. Il conseguente aumento della massa magra che, dal punto di vista metabolico, è più efficiente della massa grassa nella combustione delle calorie, porta nel tempo ad una riduzione ponderale, a differenza di un'attività sportiva intensa e a breve termine che non fa dimagrire perché stimola l'appetito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Andare in bicicletta, camminare, nuotare, fare step o sport di squadra sono attività aerobiche, cioè attività che permettono al nostro muscolo di lavorare in condizioni di massima ossigenazione. Questi sport aiutano a smaltire il grasso perché sollecitano l'attività muscolare in modo dolce ma per tempi piuttosto lunghi: per far fronte a questo lavoro continuo, vengono di conseguenza intaccate le riserve adipose. Al contrario, l'attività anaerobica (sollevamento pesi, corsa veloce, body building,..), essendo un'azione di sforzo intenso e limitato, richiede energia più immediata, fornita dagli zuccheri e non dai grassi. L'ideale, comunque, sarebbe alternare i due tipi di attività.&lt;br /&gt;In linea generale un'attività motoria svolta costantemente due o tre giorni alla settimana aiuta a smaltire parte delle calorie introdotte con gli alimenti ed è in grado di garantire dei buoni risultati in termini di calo ponderale. Naturalmente le possibilità di successo aumentano se l'attività motoria regolare si associa ad una dieta ipocalorica. Infatti non si può contare solo sull'esercizio fisico regolare e costante per ottenere un calo di peso: le calorie spese per una passeggiata di un'ora a ritmo veloce equivalgono a due fettine di pane imburrato.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJxu28r5xVI/AAAAAAAAABU/tvk4KI-BMd8/s1600/4.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berke EM and Morden NE. Medical management of obesity. American Family Physician 2000; 62:419-426.&lt;br /&gt;Dickerson LM and Carek PJ. Drug terapy for obesity. American Family Physician 2000; 61:2131-2143.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-8806593558327519231?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8806593558327519231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8806593558327519231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/09/lattivita-fisica-contro-il-sovrappeso.html' title='L&apos;attivita&apos; fisica contro il sovrappeso'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJxuFZHgewI/AAAAAAAAABM/ZlmT0PdRZeU/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-4257342580107688183</id><published>2010-09-23T05:02:00.000-07:00</published><updated>2010-09-23T05:06:12.328-07:00</updated><title type='text'>obesita' infantile</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJtCk8cQsoI/AAAAAAAAABE/k8vU3O0_0hs/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520078970740060802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 159px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJtCk8cQsoI/AAAAAAAAABE/k8vU3O0_0hs/s200/2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJtCceaygxI/AAAAAAAAAA8/sC1dEWTRw_Y/s1600/2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJtCAmaNyyI/AAAAAAAAAA0/mLhtlTBQV2M/s1600/1.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;L'&lt;strong&gt;obesità infantile&lt;/strong&gt; è un problema di notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, denunciato a gran voce dai più autorevoli nutrizionisti (in Italia colpisce un bambino su quattro) è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica si introducono più calorie di quante se ne consumano. La definizione di sovrappeso/obesità nel bambino è più complessa rispetto all’adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea = peso in Kg diviso l'altezza in metri, al quadrato). In attesa di trovare dei parametri di riferimento più adeguati, il BMI è stato proposto anche per i più piccoli. Pertanto si definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20% quello ideale; in soprappeso se supera del 10-20%, oppure quando il suo BMI è maggiore del previsto. La crescita ponderale del bambino si calcola facendo riferimento alle tabelle dei percentili, grafici che riuniscono i valori percentuali di peso e altezza dei bambini, distinti per sesso ed età. La crescita è nella norma se si pone intorno al 50° percentile. Più si supera il valore medio più aumenta il rischio obesità.Ci sono mamme che passano ore in palestra, praticano jogging, bilanciano le calorie della propria dieta in maniera eccessiva, ricorrono in casi estremi alla chirurgia plastica per eliminare accumuli di grasso e cellulite, ma paradossalmente non si accorgono dei chili di troppo dei loro figli: è sufficiente questa valutazione per decidere di affrontare il problema. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-4257342580107688183?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4257342580107688183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4257342580107688183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/09/obesita-infantile.html' title='obesita&apos; infantile'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/TJtCk8cQsoI/AAAAAAAAABE/k8vU3O0_0hs/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-8902182554669423494</id><published>2010-05-05T07:48:00.000-07:00</published><updated>2010-05-05T07:52:18.273-07:00</updated><title type='text'>Plicometria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-GGDJEg_5I/AAAAAAAAAAU/U5gxCVZcvv4/s1600/plicometro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 114px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-GGDJEg_5I/AAAAAAAAAAU/U5gxCVZcvv4/s320/plicometro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467798811137081234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La plicometria è un sistema di misurazione che, grazie a uno strumento denominato plicometro, permette di ottenere indicazioni sulla massa corporea di un soggetto in termini di massa grassa e massa magra. Il plicometro è costituito sostanzialmente da una pinza che aderisce alle pliche sottocutanee e da una ghiera graduata che serve a misurare la distanza fra le punte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-8902182554669423494?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8902182554669423494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/8902182554669423494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/05/plicometria.html' title='Plicometria'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-GGDJEg_5I/AAAAAAAAAAU/U5gxCVZcvv4/s72-c/plicometro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2642491282479311579.post-4938464448009859746</id><published>2010-05-04T13:58:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T14:07:23.298-07:00</updated><title type='text'>i gruppi alimentari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-CMdur4vSI/AAAAAAAAAAM/rKWdVo5iAVE/s1600/piramide.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 220px; height: 220px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-CMdur4vSI/AAAAAAAAAAM/rKWdVo5iAVE/s320/piramide.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467524390003981602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;&lt;span class="testo_l"&gt;Nessun alimento                  in natura contiene da solo tutte le sostanze nutritive indispensabili.                  Il modo migliore per assicurarci che la nostra dieta li contenga                  tutti, e nella giusta quantità per il nostro corpo e per il tipo                  di attività che svolgiamo, è allora quello di variare il più possibile                  l'alimentazione, mangiando molti cibi diversi. Come fare, però,                  per sapere se stiamo variando in modo corretto la nostra alimentazione?                  Per rispondere a questa domanda, gli esperti dell'Istituto Nazionale                  della Nutrizione hanno individuato sette gruppi fondamentali di                  alimenti, che ci danno ottime indicazioni. Naturalmente, il fatto                  che alimenti diversi facciano parte di uno stesso gruppo non significa                  che abbiano lo stesso valore nutritivo. Significa solo che hanno                  gli stessi principi alimentari (ad esempio, le proteine nel caso                  della carne e del pesce, la vitamina A nella frutta e verdura                  di colore giallo o arancione). Se vuoi che la tua alimentazione                  sia davvero equilibrata, mangia ogni giorno almeno un alimento                  di ognuno di questi sette gruppi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;             &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2642491282479311579-4938464448009859746?l=nutrizioneedieta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4938464448009859746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2642491282479311579/posts/default/4938464448009859746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutrizioneedieta.blogspot.com/2010/05/i-gruppi-alimentari.html' title='i gruppi alimentari'/><author><name>mammamiao</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gnN9VBkYGdo/S-CMdur4vSI/AAAAAAAAAAM/rKWdVo5iAVE/s72-c/piramide.jpg' height='72' width='72'/></entry></feed>
